16 giugno 2012

La paura - Francesca Bertuzzi

Per il suo nuovo romanzo, la scrittrice Francesca Bertuzzi si immerge in uno dei temi più complessi che il mondo del giallo/thriller, possa affrontare: La paura. La paura infatti è qualcosa di molto complesso e soggettivo, che varia in base ai soggetti ed ai momenti di vita degli stessi.
La paura è un buon romanzo di ricerca personale ed investigativa, a cui tuttavia mancano dei grandi colpi di scena, e in cui si preferisce puntare sulla protagonista.

Voto 6,5. Dopo l'ottimo esordio con Il carnefice, che è sicuramente tra le mie prossime letture, Francesca Bertuzzi torna nuovamente e immediatamente dai suoi lettori noir, regalandogli un nuovo romanzo con un forte impatto mediatico.
Tre sono gli elementi di marketing che attirano il lettore, appassionato del genere thriller: titolo, copertina e booktrailer.
Il titolo è chiaro e non ammette alcun tipo di dubbio: La paura. Questa sensazione, stato d'animo, emozione è uno dei tanti elementi che il lettore di questo genere (parlo per esperienza personale) ricerca nel romanzo acquistato, oltre naturalmente all'azione, colpi di scena, sovvertimento delle parti, sangue, caratterizzazione psicologica dei personaggi. Intitolando in questo modo il suo libro, Francesca Bertuzzi, non fa altro che accrescere l'interesse e la curiosità per il suo romanzo. Paura infatti è qualcosa di indefinibile e di misterioso che sicuramente incuriosisce il compratore, abituato sempre più a titoli standard che ci indicano già il cattivo. Esempio ne è appunto Il carnefice, a cui somigliano altri , tipo L'osservatore, L'alfabetista, Il divoratore, e via dicendo.
Secondo aspetto attrattivo ed attraente, naturalmente per il lettore thriller, è la copertina. Questa mostra un grande occhio impaurito con delle chiazze di sangue. Un'immagine di impatto che sintetizza in maniera puntuale, il titolo giallo che la sovrasta.
Terzo aspetto interessante è il booktrailer, che è realizzato in maniera cinematografica, e regala al lettore l'immagine dei protagonisti. Per una volta mentre leggeremo le pagine di un libro, sapremo chiaramente come sono fatti i protagonisti.

Questi tre aspetti, oltre a dare un forte impatto commerciale al romanzo, caricano lo stesso di tante aspettative agli occhi desiderosi di paura del lettore.
I primi capitoli confermano a pieno le attese del lettore. Francesca Bertuzzi infatti ci presenta in maniera fluida, scorrevole e con un linguaggio giovanile, la situazione oscura in cui vengono catapultate le due ragazze.
Dopo una notte passata in un bar a bere per dimenticare, due ragazze che non si conoscono si ritrovano infatti rinchiuse in un luogo sconosciuto, tenute segregate da un aguzzino.
Una di esse è Giud, che si rivelerà la protagonista del romanzo, l'altra è la ragazza che beveva forte, così rinominata dalla prima.
Per quale ragione eravamo li dentro? Cosa avevamo in comune? Lei era più bella di me e di molto. Aveva un aspetto curato e una femminilità sofisticata che, diciamolo, a me mancava del tutto. In comune avevamo il fatto di essere piccoline, anche lei più o meno si aggirava intorno al metro e sessantacinque. Avevamo un fisico sottile e la pelle chiara, anche se lei aveva i capelli rossi e gli occhi scuri, mentre io avevo i capelli cortissimi e  biondi e gli occhi chiari. Forse avevano visto semplicemente due ragazze da sole in una città deserta.
Questi sono gli interrogativi che si pone Giuditta, la quale oltre ad essere la protagonista, è anche la narratrice. In queste scene, la scrittrice riesce bene a sintetizzare il suo personaggio. Si tratta di una ragazza caparbia, ostinata, che non ha nulla da perdere. Non ha Paura della situazione in cui si trova, potrebbe pure morire, in fondo nessuno la piangerebbe. Anzi, prima di essere aggredita, aveva pensato di suicidarsi per via di alcuni problemi di salute che le avevano diagnosticato.
Chi ha invece qualcosa da perdere è la ragazza che beveva forte. Infatti la giovane ragazza ha una figlia che attende il suo ritorno. Purtroppo il destino o meglio l'assassino sceglierà di sacrificare la sua vita, risparmiando quella di Giud, che si ritroverà spossata ma viva e con un nome e una via da ricordare e trovare: Emma, via Exilles 12.
Da qui comincerà la ricerca della protagonista, che cercherà di rispondere anche ai quesiti del lettore: Perchè le due ragazze sono state rapite? Cosa voleva da loro l'aguzzino? Le conosceva entrambe, una sola o nessuna delle due? Qual'era il passato della ragazza che beveva forte? Chi è Emma? 
La risposta a quest'ultima domanda viene anche data dalla trama ufficiale, che potete leggere sotto. Si tratta comunque della figlia della ragazza che beveva forte.
Il romanzo, dopo i primi capitoli claustrofobici, sarà caratterizzato dalla investigazione personale e quasi solitaria della protagonista. Ogni capitolo si concluderà con un senso di incertezza e di timore futuro per le vite dei protagonisti. Tuttavia come detto in apertura di post, mancherà il vero colpo ad effetto che avrebbe potuto dare quel surplus in più al romanzo.
Francesca Bertuzzi più che su questo, preferisce invece puntare sulla sua protagonista, che nel corso del romanzo crescerà molto, diventando la vera "protagonista" della sua vita. 
Giud finalmente avrà qualcosa da perdere, Giud finalmente avrà Paura....

TRAMA UFFICIALE: Un capanno lontano dalla città e avvolto nel buio. Due ragazze legate a una sedia, una di fronte all'altra. Cos'hanno in comune? Apparentemente nulla. Solo una serata trascorsa a bere nello stesso bar di Torino. Eppure qualcuno le ha stordite, rapite e rinchiuse entrambe in un luogo che odora di morte. E con implacabile e spietato calcolo si accanisce contro una di loro, torturandola fino a ucciderla. Ma non Giuditta: l'ignoto carnefice ha deciso di risparmiarla e lasciarla andare. Pur sconvolta e sotto shock, in mente ha un solo obiettivo: allontanarsi dalla casa delle torture e mantenere una promessa. "Via Exilles 12. Emma. Promettilo. Emma": le ultime parole della ragazza rapita insieme a lei. La sorpresa non tarderà ad arrivare: Emma è una bambina di soli cinque anni e la casa in cui vive rivela torbidi e inquietanti particolari sulla madre che non vedrà mai più. Un lavoro in un ambiguo locale, tanti soldi in contanti di dubbia provenienza, nessun legame. Ma cosa nascondeva nel suo passato? Chi può avere avuto una ragione per vendicarsi di lei? Giud inizia a cercare, scavare, indagare nella sua vita, senza che nulla emerga. Qual è il particolare che le sfugge e che potrebbe dare un senso a ciò che è accaduto? Forse è qualcosa di importante, qualcosa che la sua memoria ha voluto rimuovere...

AUTORE: Francesca Bertuzzi
NAZIONE: Italia
ANNO: 2012
PAGINE: 346 

2 commenti:

  1. mi piacerebbe leggerlo.
    anche io ho notato questo libro anche se ti ha convinto meno del precedente ;-)

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    1. è molto scorrevole e piacevole ma a mio avviso manca il vero colpo di scena...

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