8 maggio 2012

The Rum Diary - Cronache di una passione. Un racconto ubriaco.

Il titolo la dice lunga: I diari del rum, come al solito gli italiani poi ci mettono lo zampino inserendo Cronache di una passione. A ben vedere andava bene solo la parte iniziale: The Rum Diary, in quanto il film diretto da Bruce Robinson e raccontato su carta da Hunter S. Thompson, è paragonabile ad una storia che un nostro amico ubriaco di rum ci racconta. In sintesi: un racconto senza alcun senso...

Voto 5. Come detto nella piccola sintesi in apertura di post, The Rum Diary è un racconto abbastanza ubriaco, o meglio raccontato da un ubriaco. Il sottotitolo italiano ubriaca maggiormente lo spettatore, in quanto le passioni del protagonista sembrano essere almeno tre, e non una: rum, donne, giornalismo.

Le premesse per questo film erano però, in teoria, buone.
In primis il bel volto di Johnny Depp, sbarbato e con un ciuffo più sbarazzino, a voler far dimenticare l'opaca prova di The Tourist.
In secondo, la partner femminile: Amber Heard, già vista in The Ward e Drive Angry 3D, che sfoggia il suo sguardo più sexy ed il suo fisico mozzafiato.
In terzo luogo, la storia tratta dal romanzo di Hunter S. Thompson, già scrittore di Paura e Delirio a Las Vegas. Quest'ultimo infatti è un libro già trasposto al cinema, ed interpretato sempre da Johnny Depp.
Dei tre ingredienti l'unico a restare a galla è Johnny Depp, in quanto la povera Amber nei panni di Chenault viene utilizzata poco più di una bambola di Barbie messa sopra un mobile; la storia fa invece acqua da tutte le parti e nonostante la ben augurante canzone iniziale Volare, non decolla mai.
Ci ritroviamo di fatto, in una storia che parte in una direzione e non va a finire da nessuna parte. Nel complesso sembra di guardare una serie di sketch, in alcuni punti anche abbastanza simpatici e divertenti, collegati malissimo tra essi. In sintesi non mi stancherò di ripeterlo in questo post: manca la storia (l'ho già detto?) Manca di fatto l'elemento essenziale di qualunque racconto, come ascoltare qualcuno che ci racconta delle cose divertenti ma che non vanno a parare da nessuna parte.

Nel complesso in The Rum Diary non si capisce quale sia la parte fondamentale del racconto. Varie possono essere le possibilità, ma nessuna di esse, sembra nel film caricata di pathos, forza ed interesse. Un racconto che già ti ubriaca per capire che significato ha.
Se si vuole cercare il nesso portante non bisogna che cominciare dal protagonista: Paul Kemp (Johnny Depp). Può anche essere, che il vero interesse sia quello di raccontare le strampalate gesta di quest'ultimo.
Paul è un'aspirante scrittore o meglio romanziere, che in attesa dell'ispirazione, fa il giornalista. Stanco dell'Usa, va in cerca di fortuna a Puerto Rico. Le cose non gli vanno nè malissimo, nè benissimo. In poco tempo riesce a trovare lavoro nel suo settore in un giornale locale. Si occuperà di oroscopi e sfide di bowling con birilli composti da bottiglie di rum. Il direttore del giornale è Lotterman (Richard Jenkins), un tipo particolare con in testa un bel parrucchino, che va tanto di moda in questo periodo.
In pochissimo tempo Paul riesce anche a conquistare uno/due compagni di viaggio. Quello più lucido (il che è tutto dire) è Bob Sala (Michael Rispoli). L'altro Moberg (Giovanni Ribisi), vive in un mondo tutto suo.
Dopo un breve e ubriacante soggiorno in un hotel, Paul condividerà la casa con questi due colleghi particolari, con i quali osserverà con un binocolo, la tv situata nella casa di fronte.
L'obiettivo lavoro ed amicizia per Paul, sembra realizzato. In fondo non è questo che cercava?? La passione che questo diario del rum, doveva raccontare, non doveva essere quella per il giornalismo?

A complicare la tranquilla e alcolica esperienza di Paul, sarà la visione di Chenault (Amber Heard), una giovane sirena del segno dei pesci. L'oroscopo di Paul non aveva previsto cotanta bellezza, nel suo cammino portoricano. Se già la situazione era destabilizzante soltanto per l'aspetto fisico, le cose appaiono ancor meno semplici considerando il ragazzo di lei: Sanderson (Aaron Eckhart), un ricco imprenditore che cerca di costruire degli alberghi sull'immacolata costa. Quest'ultimo,  addirittura, "ingaggia" il giornalista Paul, per parlar bene di questi loschi traffici. Sarà quindi questo il fulcro della storia, ovvero il dibattersi tra affari e amore?? La passione che questo diario del rum doveva raccontare, non doveva forse essere quella per le belle ragazze?

La passione più percepibile a dire il vero, sembra quella che Paul ed i suoi amici nutrono per il rum. La scena iniziale ci indica chiaramente l'amore che Paul nutre per l'alcol ed in particolare per i mini-frigo delle stanze di hotel. La scelta giusta poteva essere quella di proseguire su questa strada, mostrandoci un protagonista sopra le righe, simpatico e divertente. Quindi, mettere in risalto le parti migliori che comunque nel film ci sono, ma vengo raccontate con la stessa monotonia e superficialità delle scene più serie. Questo mix rende il film piatto e in contrasto con la scena iniziale che prometteva bene, che conduce invece verso un finale senza senso, come d'altronde il 90% di The Rum Diary.
L'unica vera parte comprensibile e sensata di The Rum Diary, sembra essere un dialogo molto fantasioso tra Paul e un crostaceo in un acquario: "Mi chiedevo cosa stesse pensando dei nostri mondi così diversi… Mi ha guardato di traverso e mi ha detto: 'Gli esseri umani sono le uniche creature sulla Terra a credere in un Dio. E gli unici esseri viventi che si comportano come se non esistesse!"
Per il resto, come detto, si tratta di un racconto ubriaco, che anche lo spettatore sobrio dimenticherà ancor prima di tornare a casa....

USCITA CINEMA: 24/04/2012
REGIA: Bruce Robinson
SCENEGGIATURA: Bruce Robinson
ATTORI: Johnny DeppAmber HeardAaron EckhartRichard JenkinsAmaury NolascoMarshall BellBill SmitrovichJulian HollowayEnzo CilentiAaron LustigGiovanni Ribisi

6 commenti:

  1. Addirittura?
    Uff, pensavo fosse un bel film!
    A dirla tutta lo pensavo solo per la presenza di Depp ahahahah!
    Ciaooooo!!!

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    1. Eheh prendi con le molle la mia recensione, può anche darsi che una volta visto ti piaccia questo film, grazie anche a Johnny Deep che è cmq molto presente:)

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  2. sono d'accordo.
    un filmetto, però l'ho trovato più noioso che incomprensibile...

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    1. Le aspettative erano abbastanza alte, anche perchè Johnny Depp mi piace come attore. Io invece mi sono perso il fulcro della storia; mentre la noia è lecita, ma nel mio caso è stata coperta dai momenti divertenti...

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  3. io non l'ho trovato così male..secondo me merita la sufficienza..si può vedere..forse un pò lento

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    1. Io mi sono un pò ubriacato in un racconto in cui manca il fulcro della storia, secondo me....

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