L'indiziato - Michael Robotham

Che cosa fa esattamente uno psicologo?
Aiuta quelli che hanno subito un danno dagli eventi della vita. Persone con disturbi della personalità, o problemi sessuali, o fobie. Le racconto una storiella che riassume il mio pensiero. Un uomo viene aggredito e rimane a terra sanguinante, in mezzo alla strada. Passano due psicologi e uno dice all'altro:"Andiamo a cercare quello che l'ha ridotto così, avrà bisogno di aiuto".  Michael Robotham, L'indiziato, pg. 136.

Voto 6. Michael Robotham è uno scrittore australiano residente a Londra, ex-giornalista. Per il suo primo romanzo L'indiziato, decide di puntare su un personaggio ben ideato, uno psicologo. Si tratta di Joseph O'Loughlin, a cui lo scrittore, affida il racconto in prima persona, investendolo del titolo di protagonista principale ed indiscusso. 

L'indiziato è datato 2005, quindi per chi lo leggesse soltanto ora, com'è capitato a me, saprà già che Joseph O'Loughlin continuerà la sua tradizione di personaggio preferito nei romanzi di Robotham.
Questo aspetto naturalmente indebolisce il romanzo thriller da, almeno, due punti di vista:
- Joseph a cui viene affidato addirittura il compito di narratore, è un personaggio buono che sicuramente non sarà il colpevole di assassini, omicidi, gesti cattivi. Quindi un indiziato in meno per il lettore thriller, affamato invece di colpi di scena, cambi di rotta, sconvolgimenti della storia.
- Joseph sicuramente non morirà all'interno del racconto, in quanto presente nel successivo.
Per chi volesse però approcciarsi ad un nuovo thriller di Michael Robotham, sarà necessario, secondo me, almeno leggere il primo romanzo. In questo infatti, si comincia a creare l'identikit del protagonista: la sua vita, i suoi affetti, il suo passato. 
Joseph infatti è felicemente sposato con Julianne da sedici anni. I due hanno una bambina: Charlie. 
Se tutta la sua vita continuasse in questa maniera e con questa bella quotidianità, Joseph sarebbe davvero fortunato ma il romanzo potrebbe risultare noioso e monotono. Perciò mentre tutto sembra andare a gonfie vele, lo scrittore (una sorta di destino cosciente) gli appioppa sulle spalle una brutta malattia: il morbo di Parkinson.
Per destabilizzare ancor più la vita del protagonista, Michael (lo scrittore) induce Joseph al tradimento con una sua cliente prostituta: Elisa. 
Questa in sintesi l'inizio della vita privata del protagonista Joseph O'Loughlin.
Che cosa viene prima? E' la percezione cosciente della paura o il battito del cuore e la scarica di adrenalina a motivare la combattività  la fuga? In altre parole, abbiamo il tempo di pensare che qualcosa ci sta spaventando, o la reazione precede il pensiero?
Riguardo la storia thriller invece, l'indiziato parte subito molto forte, in maniera davvero interessante. Un bambino malato di tumore è deciso a buttarsi giù dal tetto dell'ospedale in cui è ricoverato. A cercare di fargli cambiare idea è appunto lo psicologo Joseph O'Loughlin, che abilmente ci riesce.
Il caso in questione, di per sè, è irrilevante e poco funzionale alla storia che ci verrà raccontata in seguito. Questo episodio servirà solo ad ergere Joseph come un'eroe, un uomo abile, capace, coraggioso.
Questo episodio farà da contraltare alla vera storia in cui è coinvolto Joseph: La storia di un indiziato.
Una giovane infermiera, Catherine McBride, è stata brutalmente assassinata. Sul suo corpo alcuni segni e ferite che fanno credere si tratti di autolesionismo, quindi di un probabile suicidio.
L'ispettore Vincent Ruiz crede vivamente si tratti di una prostituta, perciò si rivolge allo psicologo O'Loughlin, mentre questo tiene un corso per queste ragazze di strada.
Date le sue immediatamente visibili, capacità intellettuali ed investigative, Joseph viene invitato a tracciare un profilo della vittima. Il problema sarà che Joseph conosce la vittima; in passato le loro vite si sono incrociate. Da quel momento lo psicologo diverrà il maggior indiziato del caso.
                               Non capisci ancora quello che capirai in futuro.
Il primo romanzo di Michael Robotham è un thriller interessante ma non sconvolgente. La trama è prevedibile, molto standard, ritrovabile in altri numerosi romanzi. Il protagonista è ben caratterizzato, sia nella vita privata che lavorativa. Joseph è comunque molto importante nel racconto dello scrittore, perciò finisce con l'offuscare gli altri personaggi, e rendere prevedibile chi agisce in maniera buona e chi in modo cattivo.
Il protagonista diverrà il classico eroe solitario, abbandonato da tutti ed in caccia della vera realtà.
L'epilogo è ben congegnato, con un doppio colpo di scena, che non modifica più di tanto la storia agli occhi del lettore.
Il romanzo è diviso in tre macro-capitoli, in cui il protagonista verrà visto in tre maniere differenti. Nel primo sarà appunto l'eroe, lo psicologo capace. Nel secondo l'indiziato nell'omicidio, in cui Joseph sarà costretto alla fuga. Nel terzo lo scopritore della verità, quindi nuovamente l'eroe.

TRAMA ORIGINALE: Joseph O'Loughlin ha una vita a prima vista perfetta: una famiglia felice, una brillante carriera da psicologo. Ma basta poco per sconvolgere anche l'esistenza più solida: nel caso di Joe, il misterioso omicidio di una ragazza che era stata in cura presso di lui, un giovane paziente sempre più instabile, una notizia inaspettata e la più grande menzogna della sua vita. Avvolto in una rete di inganni, ossessionato dall'immagine della ragazza uccisa, ricercato dalla polizia che lo accusa di due omicidi, Joe va alla ricerca della verità che può restituirgli ciò che ha perduto. In un viaggio nelle tenebre del passato e della mente umana, Joe sarà costretto a rischiare tutto per salvare non solo la sua vita, ma anche quella della moglie e della figlia.


AUTORE: Michael Robotham
NAZIONE: Inghilterra
ANNO: 2005
PAGINE: 463

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