12 maggio 2012

Il manipolatore - Michael Robotham

Una partita a poker, uno scontro psicologico tra due menti brillanti, due professionisti del pensiero. Questo è Il manipolatore, quarto libro scritto da Michael Robotham, il terzo pubblicato in Italia, vincitore del Best Kelly Awards nel 2008.

Voto 7. Dopo il primo romanzo: L'indiziato, era chiaro che il personaggio di Joseph O'Loughlin l'avremmo ritrovato nei successivi romanzi, nonostante in Perduta (secondo libro in ordine cronologico, che non ho letto) pare che il protagonista principale sia Vincent Ruiz, il commissario del primo racconto.
Ne Il manipolatore si ritorna con forza invece, allo psicologo intuitivo ed abile a scovare i criminali, anche se viene coinvolto come al solito, in maniera involontaria.
Nonostante abbia saltato la lettura del secondo ed del terzo romanzo di Robotham (quest'ultimo non tradotto e pubblicato in Italia), la linea di continuità è ottima, ed in teoria il libro potrebbe essere letto anche da chi non avesse affrontato i precedenti romanzi. Gli episodi passati vengono accennati, ma non hanno un'incidenza sulla  nuova storia. La famiglia di Joseph, sempre molto importante e funzionale, viene nuovamente descritta seppure (ovviamente) in maniera più rapida. 
Le novità sono una nuova bimba, la cui gravidanza venne raccontata ne L'indiziato. La piccola ha già tre anni e si chiama Emma. Charlie, la maggiore, è cresciuta. Il rapporto tra Julianne e Joseph è buono, ma le frizioni del primo romanzo hanno un pò modificato il loro equilibrio. La prima lavora assiduamente con numerose trasferte; il secondo è un professore universitario, che cerca di condurre un'esistenza tranquilla, nonostante il morbo di Parkinson.
Se il libro continuasse su questo andazzo, ovviamente sarebbe insignificante, noioso e soprattutto non sarebbe un thriller.
Perciò mentre il Professore, termina una sua lezione di psicologia, un gruppo di poliziotti (che inizialmente si erano rivolti al suo capo) preleva O'Loughlin e lo conduce su un ponte.

Il caso. Ancora una volta come per il primo romanzo, Joseph viene condotto su un luogo situato in altezza. Mentre nel primo episodio doveva cercare di non far saltare un bambino malato di tumore dal tetto dell'ospedale; ne Il manipolatore, Joseph deve evitare il suicidio di una donna dal Clifton Suspension Bridge. Si tratta di un ponte che è al contempo un'attrazione turistica ed una vera fabbrica di salti per suicidi.
Una donna, nuda, in piedi oltre il parapetto, la schiena appoggiata al traliccio di metallo e ai cavi di ferro. Il tacco delle scarpe rosse è in bilico sul bordo. Come in un dipinto surrealista, la sua nudità non è particolarmente conturbante e nemmeno fuori luogo. Dritta in piedi con rigida grazia, fissa l'acqua con l'atteggiamento di chi si è già distaccato dal mondo.
Il compito di Joseph sarà appunto quello di convincere la donna a non compiere quel gesto; a capire cosa la spinga ad essere in quel luogo, nuda con un paio di tacchi ed una scritta che le conferisce poca autostima (Puttana), impressa sul suo corpo con un rossetto.
Nonostante le risapute abilità dello psicologo, l'esito della "trattativa" sarà questa volta diversa. La donna quasi telecomandata da un cellulare con il quale conversa, salterà giù dal ponte e ovviamente morirà. A manovrare la sua mente e perciò a gestire il suo corpo a mo di burattino, sarà il Manipolatore.

Il Manipolatore. La vera novità introdotta da questo romanzo è l'antagonista. Il romanzo non viene raccontato solo dal punto di vista del buono, ma anche da quello del cattivo; creando una sorta di partita a poker mentale, una sfida intellettiva ed intuitiva. Entrambi da Robotham vengono trattati nella stessa maniera, senza preferenzialismi. I due infatti racconteranno le loro vicende in prima persona, assumendosi dunque anche il ruolo di narratore. La scelta dello scrittore è opinabile, anche perchè nelle prime righe di ciascun capitolo, si fa inizialmente un pò confusione nel capire chi stia parlando tra il buono ed il cattivo.
Il Manipolatore ovviamente, sarà il burattinaio della prima donna, il suo interlocutore telefonico. Cosa spinge la donna a suicidarsi, ovviamente lo potrete scoprire soltanto leggendo il romanzo; così come potrete capire la causa che spinge questo tizio a manovrare queste menti e la sua identità.
Io, mio modesto parere, su quest ultimo punto, vi posso solo dire che il tutto anche se affascinante, appare abbastanza forzato, anche dopo la verità. Robotham è al limite dell'inverosimile, appigliandosi ad una motivazione logica ma poco auspicabile nella realtà. 
Io sono la voce che sentirà quando morirà. Le mie parole. Le chiederò se ha paura. Le aprirò la mente. Le fermerò il cuore. La butterò a terra e sfamerò la sua maledetta bocca. Quando? Presto.
Nonostante questi piccoli limiti, Il Manipolatore è un buonissimo thriller, con una buona suspence, un buon ritmo, un'idea abbastanza originale ed interessante che ti tiene il lettore incollato alle pagine fino a un finale però intuibile ed ipotizzabile. 


TRAMA ORIGINALE: Nuda sotto una pioggia torrenziale, una donna è aggrappata al parapetto di un ponte, sospesa sul vuoto, in bilico sui tacchi delle sue scarpe rosse. Sulla pancia ha una scritta fatta col rossetto "Puttana", e all'orecchio un cellulare. Piange e supplica. Ma quando il noto psicologo Joseph O'Loughlin le si avvicina per parlarle e salvarla, la donna gli sussurra solo una cosa: "Lei non capisce." Poi, si lascia cadere. Un drammatico suicidio, una brutta storia finita male. Ma a poche ore di distanza, la figlia della donna si presenta alla porta del professor O'Loughlin sostenendo che non si è trattato di suicidio. A dispetto delle apparenze, lo psicologo le crede e inizia a chiedersi chi ci fosse all'altro capo del telefono mentre la donna sceglieva di gettarsi nel vuoto. Chi è penetrato nella mente della donna, manipolandola e plagiandola fino a spezzarne la vita per sempre?

AUTORE: Michael Robotham
ANNO: 2010
NAZIONE: Inghilterra
PAGINE: 591

3 commenti:

  1. confesso di non aver letto niente di questo autore di thriller.
    la trama sembra già emozionante e anche il tuo giudizio lo rende interessante

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  2. Lo sto leggendo in questo momento sono a meta dell opera mi ha preso come trama nom vedo l'ora di finirlo

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