14 aprile 2012

Piccole bugie tra amici. L'amicizia alla francese

Un racconto cinico, spietato ma realistico sul tema dell'amicizia. Personaggi caratterizzati egregiamente all'interno della storia che danno vita a dei rapporti interpersonali semplici ma allo stesso tempo complessi. Tuttavia, Piccole bugie tra amici si perde proprio nel racconto di questi rapporti, a mio avviso, troppo dilatati che allungano inevitabilmente la durata del film, rischiando di annoiare lo spettatore, e/o non coinvolgendolo più di tanto.

Voto 5. Anno 2010. Esce al cinema in Italia: Baciami ancora di Gabriele Muccino. Ora è nelle sale francesi?
Anno 2010. Esce al cinema in Francia: Les petits mouchoirs di Guillaume Canet. Ora è nelle sale italiane.
L'accento sull'invasione dei film francesi in Italia è una nota d'obbligo, e dimostra come i nostri "cugini" siano capaci di produrre film più maturi, capaci di mischiare commedia e dramma; al contrario delle nostre commedie, comiche solo sulla carta.
L'esempio classico è Quasi amici, che ha ormai incassato più di 11 milioni di euro in Italia, candidato anche ai David di Donatello come miglior film dell'unione europea.
Nonostante il tema di Piccole bugie tra amici, sia ancora l'amicizia, non credo che in Italia avrà la stessa sorte del film di Olivier Nakache.
Amicizia appunto, valore secondo soltanto all'amore (ed in alcuni casi neanche) nell'immaginario comune.

Cos'è l'amicizia? Cosa si farebbe per un amico?
Muccino risponderebbe che gli amici sono un gruppo di persone, preferibilmente giovani insicuri, scalmanati, alla ricerca della loro identità e del loro posto nel mondo.
Ozpetek direbbe che gli amici sono un gruppo di persone seduti intorno ad una tavola, che condividono le loro esperienze e la vita di tutti i giorni.
Canet dice invece, che gli amici sono un gruppo di persone che ogni anno trascorrono insieme le loro vacanze, in cui ognuno mette quello che ha e quello che può.
In Piccole bugie tra amici, c'è infatti un gruppo più o meno coeso di ragazzi (e non) che ogni anno passano insieme qualche weekend, in cerca di relax e tranquillità.
Il gruppo è eterogeneo, c'è Max (Francois Cluzet, il paraplegico di Quasi amici) un uomo di mezza età isterico ma disponibile a mettere al servizio di tutti, i suoi beni materiali, quali l'hotel di villeggiatura, la barca, la macchina lussuosa. C'è sua moglie Veronique (Valérie Bonneton), amante del cibo bio; Vincent (Benoit Magimel) un uomo sessualmente in crisi e sua moglie Isabelle (Pascale Arbillot).
C'è Marie (Marion Cotillard, moglie del regista) una donna che non si vuole legare e fuma qualche cannetta in più; c'è Eric (Gilles Lellouche) un attore sicuro di sè, anch'esso non proprio incline a costruirsi una famiglia.
C'è Antoine (Laurent Lafitte) un uomo innamorato, che passa tutto il tempo a parlare e cercare tramite cellulare la sua ex Juliette (Anne Mairvin). Manca Ludo (Jean Dujardin, fresco vincitore di Oscar con The Artist).

La domanda ulteriore, infatti, che si pone il regista è: Voi amici, cosa fareste se uno dei vostri, fosse coinvolto in un grave incidente e rischierebbe la vita in ospedale?
Ovvio, ci recheremmo sul posto e cercheremmo di capire la situazione standogli vicino, incitandolo a riprendersi anche se non può sentirci.
Anche il cinema di norma, rappresenta la situazione in questo modo, esaltando i valori di lealtà, solidarietà, fraternitè e di amicizia appunto.
Anche in Piccole bugie tra amici, nella prima parte si va verso questa direzione.
Gli amici con apprensione si recano in ospedale per capire le condizioni del loro amico Ludo, che dopo una notte in discoteca, mentre rientrava a casa con il suo scooter è stato travolto da un camion. Molto bella la scena del piano sequenza in cui Ludo con la sua moto, sfrutta l'onda verde dei semafori.
Ludo non è messo bene, le sue condizioni sono critiche. Che fare? Aspettare lì accanto a lui anche se non può sentirli o trascorrere le vacanze come al solito?
Dopo le prime titubanze il coeso gruppo sceglie la seconda soluzione, cercando di distendere i nervi e passare un pò di tempo insieme.
All'interno dell'hotel cominciano a crearsi le prime frizioni tra alcuni dei protagonisti, dando vita ad incomprensioni e situazioni tese, che conducono sino ad un finale drammatico.

Come detto in apertura di post, il film affronta un argomento sicuramente interessante e in una chiave nuova. In questo caso non si esalta l'amicizia come qualcosa di perfetto per cui ognuno di noi sacrificherebbe la propria vita per l'altro. L'amicizia è si un valore, ma prima di tutto l'uomo nella sua natura pensa a sè stesso, ai suoi bisogni ed ai suoi problemi.
Lo stereotipo classico del confidarsi nei momenti di difficoltà con un amico viene meno. Meglio nasconde la verità agli amici, altrimenti si rischierebbe di perdere autostima, forza all'interno del gruppo.
Il messaggio se pur buono, secondo me, perde di forza e di efficacia per il modo in cui viene trasmesso. Il ritmo è infatti molto basso, i rapporti trattati con molta tranquillità allungando i dialoghi. Non bastasse questo dispendio di tempo, numerosi sono i momenti musicali che aumentano la pesantezza del film.
Un pò eccessivi sono anche i protagonisti all'interno del film. Nonostante quindi il tema amicizia venga affrontato con schiettezza; gli amici sono abbastanza pompati caratterialmente. Strano è infatti che nel numeroso gruppo non ci sia uno che sia "normale".
Il film cerca di esporre le dinamiche alla Magnolia maniera; ma nel complesso risulta una copia molto meglio riuscita di un film di Muccino, tralasciando il Bacio alla francese e puntando alla "amicizia alla francese"....

USCITA CINEMA: 06/04/2012
REGIA: Guillaume Canet
SCENEGGIATURA: Guillaume Canet
ATTORI: François CluzetMarion CotillardBenoît MagimelGilles LelloucheJean DujardinLaurent Lafitte,Valérie BonnetonPascale ArbillotJoel DupuchAnne MarivinHocine MérabetLouise Monot

2 commenti:

  1. Non perfetto, ma secondo me raccontato con cuore e grande tecnica.
    L'apertura è pazzesca, e la durata non si sente per nulla.

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    1. A me non ha convinto più di tanto, nonostante il tema sia affrontato originalmente. L'eccessiva durata è stata poi la goccia che ha fatto traboccare la recensione:)

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