21 aprile 2012

La stanza dele torture - Stuart MacBride

Un thriller interessante che si interroga sul rischio che può portare un'inaspettata popolarità da reality show. A cosa siete disposti pur di diventare ricchi e famosi, e restare sulla cresta dell'onda?

Voto 6,5. A metà degli anni 2000, la tv nazionale ed internazionale è stata invasa dai reality show. I produttori ne hanno creati di tutti i tipi, musica inclusa. Il pubblico inizialmente li ha amati, acclamati, promuovendo come vere star i partecipanti di questi programmi. Nel corso del tempo però li ha scaricati, rendendo tali soggetti nullità. L'era d'oro sembra ormai essere tramontata, almeno in Italia.
Nel corso degli anni comunque, il pubblico ha "amato o odiato" sicuramente, alcuni protagonisti piuttosto che altri. Entrambe le cause, odio ed amore, sono dei "buoni" motivi per rinchiudere qualche ex-reality in una stanza delle torture. Voi chi avreste nominato per questo luogo oscuro, e poi magari eliminato?
A rispondere, o meglio a porsi questa domanda ci ha pensato Stuart MacBride, con il suo nuovo thriller: La stanza delle torture.
Lo scrittore scozzese ama o odia i reality musicali, perciò decide di far rapire e rinchiudere nella suddetta stanza, una nuova stella della musica fatta in tv: Alison McGregor.
La sventurata star emergente non sarà sola. Infatti così come nel reality fu accompagnata da sua figlia, anche nella stanza delle torture avrà la stessa compagnia familiare.
Un gruppo di rapinatori ha rapito le due new celebrity, dando vita ad una notizia che mischia il gossip con la cronaca nera. Alcuni giornalisti la ritengono una vera trovata pubblicitaria, per aumentare la fama delle due nuove cantanti.
Se la fama non aumenta, di sicuro aumenteranno i quattrini (sempre nel caso si tratti di una trovata pubblicitaria). I rapinatori hanno infatti chiesto per il riscatto delle due vite, una somma non stabilita da consegnare entro 14 giorni dal rapimento. 
Questa non è una trovata pubblicitaria, avete ancora quattro giorni. Se raccoglierete abbastanza denaro, Jenny e sua madre vivranno. Se non ne raccoglierete abbastanza, moriranno. Non abbandonate Jenny e sua madre.
Il thriller di MacBride si interroga dunque, sui lati positivi e negativi dell'essere celebrità. Se Alison e sua figlia Jenny non fossero diventate famose, tutto questo non sarebbe successo.
Ad indagare sul caso mediatico, che attira un vasto gruppo di fan e curiosi, saranno Logan McRae ed i suoi colleghi.
I personaggi principali saranno appunto questi ultimi, in quanto la narrazione sarà incentrata più dal punto di vista delle ricerche che dal punto di vista delle torture.
Stuart MacBride è infatti uno di quei scrittori che ha investito tutto nei suoi personaggi. Questi infatti sono rimasti invariati finora, nel corso dei suoi sette romanzi pubblicati.
Da Il collezionista di bambini (2005) a La stanza delle torture (2011), Logan McRae è il protagonista principale delle vicende.
La scelta è netta, e come tale è insita di rischi. Ci sono infatti lettori che amano leggere sempre di stessi protagonisti e delle loro avventure. Altri, invece, preferiscono che lo scrittore ogni volta, ex novo inventi un nuovo romanzo. Io sono più per questa seconda campana. I motivi sono il mio non amare troppo la serialità, evitando serie tv, fiction, e finora anche libri thriller con gli stessi protagonisti. Un'altra causa è il venir meno di un'enigma. Se infatti Logan McRae o gli altri protagonisti degli altri scrittori, continuano ad esserci in ogni romanzo, vuol dire che: a) non potranno mai morire: b) non saranno mai loro i killer, o cattivi del romanzo, escludendo perciò a priori un elemento abbastanza importante in molti racconti thriller.

Per chi come me, non avesse letto finora le gesta del sergente McRae, ecco un breve accenno a tutti i protagonisti principali.
Logan McRae è un buon sergente. Molto attento sul lavoro, non è il classico che impartisce ordini e riesce a sbrogliare le situazioni da solo. I compiti li riceve e cerca di svolgerli al meglio. Nella sua vita privata, in questo libro, sta con Samantha.
A suo fianco ci sono Rennie, uno sbirro abbastanza imbranato; il commissario Steel, una donna amante della sigaretta elettrica e delle altre donne; il commissario capo Finnie; il dottor Goulding e il dottor Fraser; il vice questore aggiunto Green.
Il numeroso gruppetto si baserà sul motto: "L'unione fa la forza". Oltre al caso delle due cantanti rapite, le forze del CID cercheranno di sgominare una banda di narcotrafficanti.
Sicuramente sentiremo ancora parlare di loro, anche per via del finale con tanti puntini di sospensione.........

TRAMA UFFICIALE:  Alison McGregor e sua figlia Jenny, di sei anni, sono le star di Aberdeen: il loro talento canoro le ha portate dritte alla semifinale del più seguito reality show nazionale, riempiendo di orgoglio l'intera città. E avrebbero avuto ottime possibilità di vincere se qualcuno non le avesse rapite nel cuore della notte per poi chiedere un riscatto con un videomessaggio. Le regole del gioco sono semplici: i cittadini hanno quattordici giorni di tempo per raccogliere il denaro che consentirà alle loro eroine di tornare a casa sane e salve; se il denaro non sarà sufficiente, Alison e Jenny moriranno; se il messaggio non sarà diffuso dai media, Alison e Jenny moriranno; se l'attenzione del pubblico verrà meno, Alison e Jenny moriranno. L'indagine, affidata al sergente Logan McRae e ai suoi colleghi, si rivela più difficile del previsto e rischia di arenarsi per mancanza di indizi, ma mentre la comunità trattiene il respiro sotto gli onnipresenti riflettori, la polizia comincia a ritrovare pezzi del corpo della piccola Jenny. Appare chiaro che la faccenda, a dispetto del clamore che la circonda, è dannatamente seria, perché quando le luci della ribalta colpiscono una città come Aberdeen, le ombre emergono con tutta la loro forza e più nere che mai.

AUTORE: Stuart MacBride
NAZIONE: Scozia
ANNO: 2012
PAGINE: 422

3 commenti:

  1. mi sembra interessante..bella recensione

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    1. Grazie:) L'idea è molto interessante, però lo scrittore si concentra più sulle ricerche, dedicando meno spazio alle due persone sequestrate...

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  2. ops! ho sbagliato. voleco commentare qui, ma sono finita su facebook
    buon weekend

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