11 marzo 2012

Paradiso Amaro. Uniti nel dolore alla ricerca del passato


Voto 7. Di film drammatici in cui si affronta il tema della morte di una persona cara, ce ne sono davvero tanti. Ultimo di questo filone è Paradiso Amaro di Alex Payne con George Clooney, attore protagonista. Il film ha vinto due Golden Globe (miglior film drammatico e migliore attore protagonista) ed è stato candidato a cinque premi Oscar (miglior film, miglio regia, miglior attore protagonista, miglior montaggio), vincendo quello per miglior sceneggiatura non originale.
Il titolo originale è The Descendants, ma la trasposizione italiana inquadra con precisione la situazione. Il film è infatti ambientato e girato alle isole Hawaii, luogo riconosciuto per le sue spiagge, il suo mare, il clima, il relax, il divertimento, in sintesi un Paradiso per le vacanze.
Ma il Paradiso sarà solo climatico per la famiglia King, almeno nel momento in cui noi spettatori li conosceremo.
Le prime due scene ci mostrano infatti, come un avvenimento può modificare la vita di ogni individuo e di coloro i quali hanno strettissimi rapporti con la persona coinvolta.
Quest’ultima è Elizabeth, moglie di Matt King (George Clooney), che mentre pratica uno sport estremo in barca, rimane vittima di un grave incidente. La sua vitalità ed il suo sorriso della prima scena, cedono il passo ad un’assoluta immobilità in un letto di ospedale: Elizabeth è in coma.
La bellezza delle Hawaii striderà con la durezza della situazione che Alex dovrà affrontare. Proprio le belle acque delle Hawaii saranno la causa di tutto questo dolore.
Le rinominate Hawaii sono anche rappresentate nei costumi, ossia nelle camicie colorate e variegate, nei bermuda e nei sandali, che sono davvero in contrasto con la situazione che ci viene presentata.

Scoperta del passato. Sebbene Patricia Hastle ovvero Elizabeth non parli e non si muova più per tutto il film, lei sarà uno dei fulcri attorno a cui ruoterà Paradiso Amaro. Nel film infatti non ci saranno flashback, e la ricostruzione della vita di Elizabeth verrà fatta attraverso Matt, la sua “dolce metà”
La norma vuole che quando una persona muore, o è in gravi condizioni, quest’ultima diventa la migliore del mondo. Com’era brava, com’era buona, com’era bella, che brava madre/padre, che gran lavoratore, com’era simpatica, etc, etc. Nessun difetto. Esempio di ciò, è il padre di lei: Scott (Robert Forster), che vedeva quanto di meglio la società poteva offrire, nella figura di sua figlia Elizabeth.
La forza invece di Paradiso Amaro, secondo me, è invece la ricerca dura e cruda che viene fatta della verità su  Elizabeth, sia da Matt che dalle figlie.
Il rapporto tra Matt ed Elizabeth non navigava infatti in acqua tranquillissime, qualche frizione c’era, cose semplici, facilmente risolvibili, o almeno secondo Matt. Gli scheletri che ne verranno a galla invece saranno abbastanza grossi. Un’amante che amava, possibile richiesta di divorzio nel futuro.
La brava moglie, mamma, figlia è un po’ meno bella agli occhi di Matt e Alexandra (Shailene Woodley), la figlia maggiore.

Il dolore unisce. Protagonista principale della pellicola è: Matt King. Avvocato di successo, ereditiero fortunato, lavoratore instancabile, Matt nonostante l’abbigliamento non è il classico vip in vacanza.
Per questa volta Clooney non interpreta il classico Peter Pan: seduttore, affascinante, ammaliante. Le uniche donne con cui dovrà rapportarsi sono due minorenni, per lo più sue figlie.
Il perché il suo rapporto con Elizabeth, rischi di naufragare (ogni battuta sul mare è puramente casuale) non ci viene dato di preciso: forse perché lui lavora troppo. Sappiamo che da tre giorni i due non si rivolgono parola.
Matt è comunque un uomo abbastanza solitario, lavora molto, risparmia altrettanto. La sua vita cambia da un giorno all’altro. Non c’è più spazio per il suo egoismo, il quale viene trasferito a sua moglie ed alla morte.
Nelle prime scene Matt agirà da solo, come un comandante prenderà le decisioni più opportune: come richiamare Scottie (Amara Miller), andare a prendere dal college Alexandra. Molto significativa la scena in cui Matt si fa una bella corsa in ciabatte, alla ricerca del passato della moglie, che di riflesso significa conoscenza della sua vita.
Anche le due figlie inizialmente saranno molto indipendenti, mostrando un linguaggio ed un comportamento in contrasto con l’educazione del padre.
La battuta più cattiva che mi verrebbe da fare è che quasi quasi il coma della madre non sia tutto questo male per le due ragazze. Scottie infatti frequentava delle bambine davvero non raccomandabili; Alexandra non sembrava proprio una santarellina.
Nella seconda parte invece i tre formeranno un vero nucleo familiare, a cui si aggiungerà Sid (Nick Krause), un amico di Alexandra.
Tra i quattro ci sarà complicità, intesa, voglia di capire, affrontare e ricostruire.
Man mano il dolore si trasformerà in ricerca di informazioni, sino a diventare voglia di ricostruire il futuro.

USCITA CINEMA: 17/02/2012
REGIA: Alexander Payne
SCENEGGIATURA: Alexander PayneNat FaxonJim Rash
ATTORI: George ClooneyJudy GreerShailene WoodleyMatthew LillardBeau BridgesRobert ForsterRob HuebelPatricia HastieMichael OntkeanMary BirdsongMilt KoganAmara MillerNick Krause

8 commenti:

  1. davvero un bel film, meritato l'Oscar che ha vinto..una delle migliori interpretazioni di george clooney, a mio avviso naturalmente

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    1. D'accordo con te, ottima interpretazione di Clooney davvero abile nell'interpretare Matt...

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  2. film carino, ero anch'io stato sul 7.
    è interessante notare comunque come in italia non abbia ottenuto tutto 'sto entusiasmo come negli USA. scemi noi o esagerati loro?

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    1. Se ti riferisci al pubblico italiano direi che l'attenzione è riversa spropositamente sulle commedie nostrane. Riguardo la critica invece non saprei perchè l'abbiano un pò snobbato:)

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  3. Piaciuto, sorprendentemente (temevo di trovarmi immersa in un mare di patetica melassa), anche io starei sul 7, forse 7 1/2. Un grande Clooney.(ne ho parlato di recente anche a casuccia mia)

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    1. Io avevo sentito parlare abbastanza positivamente di Paradiso Amaro, quindi il mio approccio era già favorevole, cosa che è stata riscontrata poi nella visione del film:)

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  4. Allora per una volta l'adattamento del titolo italiano non è stato negativo :D
    Comunque è in programma, presto lo vedrò anche io! :D

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    1. Diciamo che inquadra e riassume bene la situazione, per me può andare per questa volta la trasposizione italiana:)

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