6 marzo 2012

Intervista a Daniele Trovato, autore di Ali e Corazza

A.F. Alcuni giorni fa ho recensito il libro Ali e corazza di Daniele Trovato. Oggi grazie alla disponibilità dell’autore, cercheremo di capire meglio come nasce questo romanzo, e di captare alcuni segreti dello stesso Trovato.

Ciao Daniele e ben trovato. Per rompere il ghiaccio, parlaci un po’ di te. Cosa fai nella vita e come è cominciata la tua passione per la scrittura.
D.T. Vivo a Roma e ho 36 anni, sono progettista nelle telecomunicazioni, blogger e attore di teatro amatoriale, ma la scrittura e la lettura Sono le passioni più antiche e a cui tengo di più.

A.F. Ho avuto la fortuna di leggere il tuo primo romanzo: Ali e corazza (grazie alla tua gentile concessione). Come nasce questa storia, davvero molto forte? Qual è stata la fonte d’ispirazione?
D.T. Leggendo la trama si potrebbe pensare che mi sia ispirato prevalentemente alla cronaca, in realtà il personaggio di Angela , così come il plot generale, nascono all’inizio del 2009 prima che gli scandali invadessero le cronache di giornali. Il romanzo nasce con la protagonista è la costruzione del suo personaggio che genera la storia.

A.F. Stessa domanda vale per il personaggio principale: Angela Greganti. Come sei riuscito a caratterizzarla così efficacemente?
D.T. Il tema principale di “Ali e corazza” è il rapporto tra il potere e i corpi, mi interessava l’idea di un personaggio che avesse sperimentato sulla propria pelle non soltanto la violenza individuale ma anche quella sociale della discriminazione, omofoba o transofoba in questo caso. Questo ha permesso di raccontare Angela a partire da un forte sentimento di rivalsa che la caratterizza, ne costituisce il fascino e genera il tragic flaw. E’ un personaggio dalla psicologia complessa, profondo spero, che non fa la vittima e non si scandalizza. E’ un’eroina atipica, che pur muovendosi in un ambiente corrotto mantiene un sua purezza, questo credo la renda interessante.

A.F. Dato che questo blog si occupa anche di cinema, ti chiedo: se il tuo romanzo venisse trasposto sul grande schermo, quale sarebbe l’attrice ideale per interpretare Angela? Scegline una italiana ed una internazionale.
D.T. C’è una giovane attrice e autrice teatrale  umbra, si chiama Virginia Virilli, quando l’ho vista recitare ho fantasticato che fosse adatta. E’ molto bella, ma di una bellezza vagamente androgina, fisicamente potrebbe interpretare Angela sia prima che dopo la trasformazione di genere. Soprattutto è bravissima, se avete la possibilità di vedere un suo spettacolo, non perdetelo, ha un talento incredibile. Attrici internazionali non me ne vengono in mente, né conosco molte attrici transgender, magari ce ne sono di bravissime, non so.


A.F. Oltre alla protagonista, descrivi accuratamente i luoghi in cui essa agisce. La domanda cattiva potrebbe essere “che giri frequenti”?
D.T L'Italia è un paese ampiamente sommerso, non solo dal punto di vista economico, subdolamente moralista, le cose piu' interessanti e più preoccupanti sono nascoste sotto al tappeto. Ho provato a proporre un punto di vista narrativo  su certi  ambienti, mi aiuta a capirli e magari puo' fornire una prospettiva  diversa a chi li capisce molto meno di me, che in rari casi qualcosa ho visto e vissuto. Per il resto lavori di immaginazione,  che poi è la parte piu' difficile e più divertente. 

A.F. Qual è, secondo te, il punto più forte del tuo romanzo?
D.T. Il romanzo è breve ma piuttosto denso, fornisce diversi spunti di riflessione credo e spero, ma questo devi dirlo tu,  sia scritto piuttosto bene.

A.F. Che libri leggi? Quali consiglieresti ai lettori di questo blog?
D.T. Leggo di tutto: letteratura contemporanea, qualche classico, narrativa di evasione  e diversi saggi. Se devo nominare un libro e un’autrice dico L’Opera al Nero di Marguerite  Yourcenaur, ma anche Bulgakov o García Márquez. Tra gli italiani Flaiano, Buzzati, Pasolini e Bianciardi.   Genna, Wu-Ming, Benni, Tabucchi e il Camilleri del “Re di Girgenti”, per dirne anche qualcuno vivo. Tra i contemporanei internazionali i miei preferiti sono forse Pelevin e Bret Easton Ellis.  Per la narrativa d’evasione e di genere, che non è affatto una definizione svilente, amo molto Dick, Heinlein, Martin e Matheson.


A.F. Il tuo libro è uscito sia in formato cartaceo che in formato e-book. Cosa pensi di questa rivoluzione digitale? Quale tra i due formati sta vendendo di più per quanto riguarda il tuo libro (domanda un po’ ficcanaso)?
D.T. Non ho idea di come procedano le vendite, credo però che le vendite online su Amzon, Bol e IBS della versione cartacea abbiano un buon peso sulel vendite totali. In libreria è scarsamente distribuito, purtroppo, il piu’ delle volte bisogna richiederlo e la grande distribuzione non da spazio alle piccole case editrici indipendenti. L’e-book è ancora una nicchia e tale resterà finché continuerà ad essere la versione digitale di un libro, troverà il proprio spazio quando evolverà come strumento separato, multimediale, con contenuti specifici in cui il testo interagisce con la musica, la fotografia, illustrazioni animate, video e  navigazione web.
Tecnicamente è già possibile, serve qualcuno in grado di “scrivere” questo tipo di contenuti.

A.F. Prima di lasciarti e terminare questa mini-intervista, ho ancora una piccola curiosità. Come sei arrivato su Affari nostri?
D.T. Gestisco anch’io, insieme ad alcuni amici, un blog che parla di libri, quindi mi capita di spulciare sul web i consigli di lettura degli altri blogger.

A.F. Grazie ancora una volta Daniele per la tua disponibilità, in bocca al lupo per i tuoi progetti e per il tuo libro Ali e corazza.
D.T. Grazie a te.

Potete leggere il blog di Daniele Trovato, cliccando su questo link: Oziablog




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