17 marzo 2012

50 e 50. Film da paura!

Voto 8. Avete presente tutti quei mostri horror/thriller che fanno parte del mio header? Beh credo che uniti tutti insieme non raggiungerebbero la paura che mi possono incutere malattie ed ospedali, naturalmente i secondi come conseguenza delle prime.
Armato di tanto coraggio mi sono apprestato a vedere il bellissimo 50 e 50, film del 2012 di Jonathan Levine, con Joseph Gordon-Levitt e Seth Rogen.
A dire il vero già mi ero imbattuto in un film avente come tema centrale il cancro: Uno su due (2007) di Eugenio Cappuccio con Fabio Volo. Anche qui il titolo era caratterizzato da numeri. Il significato in questo caso però era statistico, ovvero uno su due ce la fa in quei casi (per fortuna non l'hanno intitolato uno su mille). Il film era molto ospedaliero e si basava anche sul rapporto tra due compagni di sfortuna e di stanza, con esiti futuri contrapposti.
Il 50 e 50 di Levitt invece è personale, e riguarda le possibilità di sopravvivenza del protagonista, nel futuro e di fronte alla notizia della malattia. 
Il film di Levitt riesce dove il film di Cappuccio fallisce. Nonostante il tema scottante, terrificante e vomitevole, il regista americano riesce a rendere la minestrina ospedaliera meno amara, anzi addirittura simpatica ed un utile strumento per rimorchiare le ragazze. Evitando dunque continue scene in ospedale, tralasciando (o mettendo in un angolo) tristezza, depressione, eccessiva malinconia, e voglia di non farcela.
Il film non scade infatti in tragici sensazionalismi, che cercano in ogni modo la commozione dello spettatore.
La vita del protagonista non viene esaltata più di tanto, non è come dire "aveva tutto, ora non ha più niente", ma "aveva una vita normale, ora deve cercare di continuare ad averla".

Protagonista principale è Adam, un bravissimo ragazzo: non fuma, non beve, fa footing, fa la raccolta differenziata, non rischia la vita guidando un auto; insomma una vita sana a prova di bomba. Ma il tumore è una malattia che oltre a non guardare la carta d'identità, ancor meno guarda lo stile di vita (fumatori accaniti a parte).
Nel mezzo del cammin della sua vita (anzi a dire il vero molto prima della metà, appena 27 anni) Adam dopo continui dolori alla schiena, si ritrova con una "macchia oscura" e di fronte ad un medico/Caronte che senza scrupoli gli da del malato di cancro. Ma Adam una volta entrato (nella malattia, o meglio lei entra in lui, o meglio chiedere ai dottori) non vi lascia ogni speranza.
Ognuno reagisce a modo suo di fronte alle situazioni della vita. Adam è forte, da supporto agli altri portatori sani di non convinto ottimismo.
Molto bella la scena della prima volta di Adam in una seduta di chemioterapia. Accanto a lui ci sono, infatti, altri due malati di cancro che si presentano ad Adam con il loro nome all'anagrafe e la loro forma di malattia. Adam risponde a tono, anche se il suo nome della malattia è davvero troppo lungo, il che come dice uno degli altri due pazienti, non significa nulla di buono. 
La malattia cambia non soltanto la vita del malato, ma anche di tutti coloro i quali sono a stretto contatto con esso. In 50 e 50 i co-protagonisti sono: Seth (Seth Rogen) il migliore amico; Rachel (Bryce Dallas Howard) la fidanzata; sua madre Diane (Anjelica Huston).
Il primo reagirà con simpatia, forza, umorismo alla malattia dell'amico. 50% in fondo è una buona percentuale. Il tumore poi è una buona scusa per far colpo sulle donne, che tanta compassione nutrono per i malati.
Compassione infatti sarà il sentimento in cui si trasformerà l'ex-amore di Rachel, non troppo forte per affrontare la situazione. 
Mamma Diane invece interpreterà il ruolo iper-protettivo della classica madre.
Ad essere coinvolta sarà anche la psicoterapeuta Katie (Anna Kendrick), la quale si rivelerà inizialmente un pò impacciata ed inesperta.

Il film parte in maniera molto leggera, ma in poco tempo conduce lo spettatore dentro il problema. Nonostante la malattia, il film continua con i toni della commedia, come se il regista e gli sceneggiatori avessero loro stessi, timore di affrontare l'argomento. Il film pare si ispiri alla storia vera dello sceneggiatore Will Raiser, che ha avuto appunto un cancro.
Le situazioni più scomode spesso vengono mascherate e fanno sfogare i sentimenti, nella musica.
Questa parte "soft" dura quasi sino alla fine, quando Adam comincia a "prendere sul serio il suo problema".
Il finale assume toni abbastanza drammatici, diventando a tratti commovente. 
Ottima anche la locandina che mostra Adam e Seth alle prese con un rasoio elettrico per il taglio dei capelli, anticipo inevitabile prima della perdita a causa della chemioterapia. In fondo la perdita dei capelli è la vera presa di coscienza della malattia, soprattutto per un giovane che vede cambiare la propria identità di fronte allo specchio.  
Naturalmente ottima la prova di tutto il cast, con Joseph Gordon Levitt davvero abile nell'interpretare un ruolo complicato ed impegnativo.

USCITA CINEMA: 02/03/2012
REGIA: Jonathan Levine
SCENEGGIATURA: Will Reiser
ATTORI: Joseph Gordon-LevittBryce Dallas HowardSeth RogenAnna KendrickAnjelica HustonPhilip Baker HallMarie AvgeropoulosAndrew AirlieSarah SmythVeena SoodJulia BensonJessica Parker KennedyLuisa D'OliveiraSugar Lyn BeardStephanie Belding 

9 commenti:

  1. si sono d'accordo uno dei migliori film sull'argomento, soprattutto per la capacità di cogliere l'ansie, le paure e le difficoltà di accettare la malattia

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  2. grandioso e sorprendentemente divertente!

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  3. Per ora leggo solo il tuo voto...la visione mi attende la prossima settimana, poi torno a leggerti :D

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  4. Curiosissimo.Lo vedrò assolutamente.

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  5. Uffa, devo ancora vederlo!!!

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