5 febbraio 2012

In Time. Anteprima del film che gioca con Il Tempo


Una delle particolarità del cinema è quella di poter giocare con il tempo. Le immagini infatti rendono più semplice, la spiegazione anche di fenomeni non esistenti nella realtà.
Attraverso flashback, flashforward, possiamo conoscere i personaggi e le loro storie, in un’ottica del tempo davvero dinamica.
A volte però i registi e gli sceneggiatori osano di più, scomponendo, arrestando o invertendo la normalità temporale. Un esempio su tutti che mi viene in mente, è il film di David Fincher: Il curioso caso di Benjamin Button.
In questo 2012, a provare una nuova esperienza cinematografica con protagonista il tempo, è Andrew Niccol, regista di Gattaca e sceneggiatore del celebre Truman Show.
Il suo nuovo film da regista si chiama In Time, e vede come attori principali Justin Timberlake, Amanda Seyfried e Cillian Murphy.


Questa è la sinossi del film distribuita da Medusa
SINOSSI
In un futuro in cui il tempo è letteralmente denaro e il processo d’invecchiamento si ferma a 25 anni, l’unica maniera per restare vivi è guadagnare, rubare o ereditare tempo. Will Salas vive non alla giornata ma al minuto, fino a quando in maniera del tutto inaspettata si ritrova tra le mani una quantità di tempo decisamente ingente che gli garantisce l’accesso al mondo dei ricchi dove incontrerà una bella e giovane ereditiera con la quale tenterà di mettere fine a un sistema corrotto.

I temi principali sono due: l’ossessione del passaggio del tempo, e della ricerca dell’eterna giovinezza; e la contrapposizione del tempo che scorre lento per i ricchi vs quello troppo veloce per i poveri.
A chi non farebbe piacere essere un Highlander? Essere per sempre un venticinquenne, età nella quale noi raggiungiamo la piena maturità, nella quale il lobo frontale del cervello raggiunge il pieno sviluppo, come sottolinea il regista Niccol?
Molti cedono al fascino del lifting, del botulino, del trapianto dei capelli, della chirurgia plastica, per avere un vago ricordo della propria giovinezza. Molti farebbero un patto con il Diavolo (come fu per Dorian Gray) per rimanere in eterno giovani.
Nel film In Time, questo privilegio è concesso solamente alla gente ricca.
Il film rispecchia un po’ quella che potrebbe essere la realtà della vita. I ricchi che hanno molto tempo per spassarsela su yocht, auto di lusso, ville, con un’esistenza fatta di “tempi morti”.
I poveri a lottare ogni minuto, per guadagnarsi il pane, per portare avanti una vita dignitosa, impiegando tutto il loro tempo per sopravvivere.


Il “povero protagonista” di queste complicate vicende è Will Salas, che vive nella povera Dayton. Il suo lavoro consiste nel guadagnare altro tempo per vivere, un'altra giornata da segnare sul calendario. Praticamente una metafora un po’ eccessiva del lavoratore medio, come sottolineavo in precedenza.
Oltre a guadagnarlo, il tempo bisognerà difenderlo anche dai Minute Man, bande organizzate che rubano il tempo per vivere di più; in fondo si ruba per sopravvivere, e non certo per diventare ricchi.
La vita di Will cambia allorché salva la pellaccia al ricco Henry, proprio minacciato da questi Minute Man. Per ricompensa Henry non gli regala 100.000 dollari (in quanto credo che nell’ottica del film non servirebbero a nulla), bensì 100 anni. Il rapporto tempo:denaro in questo caso è davvero simbolico e attinente alla realtà.
Ovvero guadagniamo denaro per vivere più tempo. Nel film il tutto si semplifica trasformando il denaro direttamente in tempo.

Ad interpretare Will, c’è il non più venticinquenne sulla carta d’identità: Justin Timberlake.
Justin è perfetto nel ruolo di Will, una persona che ogni mattina deve alzarsi e andare a lavorare perché se non lavorasse morirebbe e credo che Justin non abbia preso un solo giorno di vacanza da quando ha 12 anni. Non c’era motivo di dubitare delle sue qualità come protagonista di un film d’azione perché mi sembra che riesca bene in tutto quello che fa.” Queste le parole di Niccol, sulla scelta del protagonista, che doveva sembrare giovane fuori e vecchio dentro.
“Will è cresciuto senza avere praticamente nulla. Ogni mattina si sveglia e va a lavorare solo per poter restare vivo. Ma in seguito ad una serie di eventi, decide che non vuole più andare avanti così e si prende l’impegno di tentare di cambiare le cose e il mondo in cui vive.” Queste le parole di Timberlake invece, sul personaggio da lui interpretato.

A fare da contro altare al mondo dei poveri, c’è il mondo dei ricchi, di cui una celebre rappresentatrice è Sylvia.
Sylvia odia la sua vita. Vorrebbe vivere delle avventure ma in un mondo come il suo si passa gran parte del tempo a tentare di difendere la propria vita, cosa che alla fine ti impedisce di vivere. Hanno tutti le guardie del corpo. Mangiano tutti dell’ottimo cibo anche se in quantità ridotte; non fumano, non bevono perché sono cose volgari. Ma Sylvia non è tagliata per questo genere di vita e quando Will la rapisce lei si appassiona ad un nuovo stile di vita.” Queste le parole di Amanda Seyfried (Cappuccetto rosso sangue), sulle caratteristiche del suo personaggio.
Sylvia entrerà in contatto con Will, allorché quest’ultimo, accusato di furto di anni di vita (quelli che gli son stati regalati da Henry) verrà inseguito dai Timekeepers. Per sfuggire a questi, Will rapirà Sylvia, figlia del ricco Philippe Weis.
I Timekeepers potrebbero essere considerati una sorta di esattori delle tasse, che controllano che il tempo scorra per tutti in maniera regolare, ovvero infinito per i ricchi, limitato per i poveri.

IN TIME è un thriller d’azione. E credo che il pubblico saprà apprezzare questo aspetto del film, soprattutto coloro che amano le sequenze spericolate, l’azione, gli inseguimenti in auto ma soprattutto tutti coloro che non vedono l’ora di vedere Amanda Seyfried con una pistola in mano, cosa che le riesce egregiamente! Tuttavia, ritengo che il pubblico saprà anche apprezzare alcune delle idee e dei temi che ho voluto esplorare con questo film,  perché IN TIME dice qualcosa di importante sul nostro desiderio di restare giovani per sempre. E anche se nella realtà non siamo ancora in grado di disattivare il gene dell’invecchiamento, è pur vero che saremmo disposti a fare qualunque cosa pur di restare giovani.” Questo in sintesi il pensiero del regista Niccol sul suo film.

Se il 17 febbraio avete del TEMPO, non vi resta che andare a vedere questo In Time, sperando di non averlo sprecato questo tempo…..


1 commento:

  1. sono curioso di vederlo..ho visto il trailer e sembra interessante

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