La donna in gabbia - Jussi Adler - Olsen

Voto 7. Circa un mese fa aderivo con molto piacere all'iniziativa di Marsilio editori, dedicata ai blogger amanti del genere thriller. Per i primi 100 appassionati c'era la possibilità di avere gratis una e-book a scelta tra La donna in gabbia e Blacklands, editi appunto da Marsilio Editori.
Tra i due scelsi La donna in gabbia di Jussi Adler-Olsen. I motivi che mi spinsero a tale scelta digitale furono: la trama, che mi sembrava abbastanza claustrofobica; la copertina che ritrae una donna rannicchiata per terra con una luce puntata, e dietro uno sfondo rosso porpora. 
La scelta a posteriori, si è rivelata positiva in quanto La donna in gabbia è stato un romanzo che mi ha appassionato molto e mi ha colpito altrettanto. Certo non ho la controprova per quanto riguarda Blacklands di Belinda Bauer, ma chi sa se prima o poi non mi tolga lo sfizio di leggere anche questo thriller.

Positivo è sicuramente il fatto che la Marsilio abbia promosso questa iniziativa volta a diffondere la lettura in digitale, offrendo due prodotti sicuramente nuovi e di grande rilievo; e non dando alla massa prodotti di scarto e di seconda mano.
Un applauso va quindi fatto alla casa editrice, che ringrazia in un nuovo post tutti i blogger che hanno preso parte all'iniziativa. Curiosità, vince di poco in quanto a preferenza al buio: La donna in gabbia, con 52 lettori a 48. 

Kvinden I buret,
titolo e copertina originale
TRAMA. La voce distorta proviene da un altoparlante piazzato da qualche parte nel buio: "Buon compleanno, Merete. Oggi sono centoventisei giorni che sei qui, e questo è il nostro regalo per te. Lasceremo la luce accesa per un anno, a meno che tu non sia capace di rispondere a una domanda. Perché ti abbiamo rinchiusa?" Merete Lynggaard, giovane parlamentare danese di successo, è a bordo di un traghetto il giorno in cui scompare senza lasciare tracce. I media si lanciano avidamente sulla storia e le ipotesi si avvicendano nei titoli: dal suicidio all'omicidio, dal tragico incidente al rapimento, fino alla sparizione volontaria. La polizia mette in campo tutte le forze, ma senza risultato: la donna sembra inghiottita dalla terra. Merete però non è morta. Chi la tiene segregata in modo tanto disumano in una prigione di cemento? E perché? Cinque anni dopo, Cari Morck, poliziotto svogliato e burbero, una spina nel fianco per tutti i colleghi, decide di riaprire le indagini con la sua Sezione Q, il nuovo reparto speciale per i casi irrisolti. Procedendo a ritroso nel tempo fra trame politiche e drammi familiari, Morck e il suo misterioso assistente siriano Assad si lanciano in una battaglia contro il disegno delirante di un criminale folle.

Dopo circa un mese quindi e due libri da finire alle spalle, ecco quindi la recensione de La donna in gabbia.
L'aspetto sicuramente più interessante ed innovativo de La donna in gabbia è l'alternanza temporale.
Il libro si divide in due spazi temporali: il 2007, il presente in cui si muove il protagonista Carl Morck ed i suoi colleghi; ed il 2002, il passato, anno in cui si è fermato il tempo per Merete Lynggaard.
Piccolo approfondimento sui protagonisti.

Carl Morck. Commissario capo della sezione Q, viene da un passato abbastanza nero. Uscito illeso da un'attentato, ha visto morire sotto i suoi occhi un suo collaboratore Anker; mentre un altro Hardy, è costretto a vederlo intrappolato in un letto di ospedale paralizzato. 
Scontroso, burbero e con un periodo difficile da affrontare, viene impiegato nella sezione Q, un "luogo" istituito politicamente, in cui si dovrebbe lavorare non moltissimo, in quanto ci sono vecchie scartoffie e casi quasi dimenticati da tutti. Il personale è carente, l'unica cosa che gli viene concessa è una specie di autista arabo: Assad. Quest'ultimo si rivelerà un bel personaggio nel corso del libro.

Merete Lynggaard. Parlamentare di successo, bella donna, anch'essa non ha un passato idilliaco. Uscita illesa da un incidente stradale, nel quale ha perso i suoi genitori e in cui sono morti membri di un'altra famiglia, Merete dovrà occuparsi di suo fratello Uffe. Quest'ultimo dopo l'incidente della sua famiglia, in cui anch'esso è stato coinvolto, ha difficoltà comunicative e non è autosufficiente. Mentre decide di rilassarsi e trascorrere una vacanza con il suo fratellino, Merete viene inspiegabilmente rapita.

Il caso. Merete Lynggaard viene rapita un bel giorno mentre è in viaggio per Berlino con suo fratello Uffe. Con quest'ultimo ha avuto una piccola lite sull'imbarcazione per via di un cappello caduto in mare. Il suo caso nel 2002 suscitò parecchie curiosità dei media, essendo una donna politica in vista. Chi e perchè l'hanno rapita? O si è suicidata? O l'avrà uccisa accidentalmente suo fratello? O si tratta di una questione politica? Che gusti sessuali aveva? Era incinta?
Noi lettori sappiamo già dall'inizio che Merete è stata rapita ed è rinchiusa in una gabbia nel 2002. Quanto sarà sopravvissuta? Perchè e da chi è stata rapita? Questo lo scopriremo leggendo il libro....

Elementi su cui indaga Carl Morck. Sospetti: Uffe; Messagero sconosciuto. Lettera su Berlino; La persona del ristorante Bankerat; Colleghi parlamentari; Rapina con omicidio; Quanti soldi nella borsa?; Aggressione sessuale?

Jussi Adler - Olsen
Se si vuole trovare un punto debole a La donna in gabbia, è il fallimento dell'indagine del 2002. Ci sono casi che vengono risolti nel tempo, ma in questo caso la sezione investigativa che indagava sul caso Lynggaard è stata veramente scarsa. Troppe falle, troppi errori, troppe sviste, se si pensa che il caso è stato risolto dopo cinque anni con prove ormai sbiadite, contatti difficili da stabilire, da un solo poliziotto ed il suo "autista-assistente".




Commenti

  1. Bella recensione. Ho aderito anche io ma ancora trovo il tempo di leggere il pdf, anche perchè do priorità ai libri cartacei.

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  2. Grazie e benvenuto sul blog Luigi87. Anche io ho dovuto terminare due libri cartacei prima di iniziare La donna in gabbia:)

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