28 dicembre 2011

Il sacrificio - Anna Jansson

Voto 4. Capita sempre più spesso di ritrovarsi di fronte a copertine di libri thriller, con scritte del genere: Un grande thriller di una scrittrice svedese che ha venduto 1 milione di copie. Chiaramente si tratta di un dato certo, altrimenti in un certo senso si tratterebbe di pubblicità ingannevole. E si, perchè se un libro è acquistato da molti, potrebbe significare che siamo in presenza di un bel libro, di un successo. Fermo restando che l'arte è una cosa soggettiva; potessi tornare indietro non vorrei essere uno di quel milione di lettori, che hanno acquistato Il sacrificio di Anna Jansson.

Personalmente l'ho trovato un libro di difficile digestione, che mi ha costretto a più pause, causando appunto una perdita di continuità e fluidità nella lettura del racconto.
Ciò che mi ha allontanato e tolto il fascino è stato il modo di raccontare la storia. Nel complesso si è trattata di una storia classica thriller, con tanto di cadaveri morti brutalmente e ritrovati in condizione indegna. L'omicidio attinge ad un rito che prevede sacrifici umani ed animali, ed è simile ad un omicidio accaduto nove anni prima, in una località prossima a Kronkoping, luogo in cui sono ambientate le vicende del romanzo.
La vittima è Dick Wallstrom, un uomo del paese conosciuto per essere uno sciupa-femmine.

Penso che si tratti di una sorta di sacrificio. Un sacrificio di mezz'inverno. Guardate il calendario: è proprio il solstizio d'inverno. Quello che mi fa propendere per il sacrificio è la modalità di esecuzione del delitto, oltre ai corpi degli animali. Odino è conosciuto come il dio degli impiccati. Secondo il mito, lui rimase appeso per nove giorni, trafitto da una lancia, al frassino Yggdrasill, l'Albero della Vita, per avere accesso alle rune.

Da questo breve stralcio del romanzo, in cui gli investigatori discutono sul movente dell'omicidio, si evince come la Jansson si affidi per il suo libro alla cultura nordica. Continui sono i riferimenti ai miti classici, Odino, Thor, etc.  L'autrice cerca di far comprendere queste antiche tradizioni e sacrifici, utilizzando note a piè di pagina, volte a spiegare meglio la propria cultura. Il lettore "estraneo" e distante da questi miti, poco riuscirà ad addentrarsi nel caso. Questo il motivo fulcro, del poco coinvolgimento.

Protagonista principale è Maria Wern, una poliziotta protagonista di molti dei racconti della Jansson. Anche per quanto riguarda questo punto, poco amo i personaggi seriali, che ti costringono a leggere più libri in cui essi sono protagonisti. 
Per quanto riguarda questa singola storia, Maria Wern si presenta come un personaggio buono, intelligente, reattivo. Per molti tratti più che indagare sull'omicidio e sul colpevole, indaga sulla suocera, che semina scompigli nel suo rapporto di coppie. Anche suo marito non si presenta come un gran genio, paradossale lo scambio di una poiana imbalsamata con una macchina.

Il killer si scopre non tardissimo ma neanche prestissimo, gli indizi vengono disseminati ma poi tralasciati per interi capitoli. Vedi i numeri di scarpe impressi nella neve, appartenenti per numero a due uomini, di cui non si parla spesso. In un caso concreto sarebbero invece la base dalla quale partire.
Il finale è frettoloso, sconcludente e per niente da brividi.

Con l'acquisto di un ebook reader, spero e credo che le copertine avvincenti non mi ingannino più. In quanto su supporto digitale ogni pagina è uguale all'altra, rispetto ad un libro cartaceo le cui copertine per colore e materiale fanno la differenza, almeno prima di leggerne il contenuto.

TRAMA. In una fredda giornata d'inverno, l'ispettore Hartman e l'agente Maria Wern vengono convocati per risolvere il caso più efferato e inquietante che abbiano mai visto: nelle campagne vicino a Kronkoping è stato ritrovato un cadavere appeso a un albero e trafitto da una lancia. Accanto all'uomo ci sono anche i corpi senza vita di alcuni animali. Un crimine davvero singolare, che fa pensare a un sacrificio rituale, collegato alla mitologia nordica. Un omicidio inspiegabile, che ricorda un delitto simile avvenuto a Uppsala ben nove anni prima. Come sono collegati tra loro i due casi? Per scoprirlo, Maria si lancerà nelle indagini, ma verrà risucchiata in una spirale fatta di strani indizi che rischiano di compromettere la sua carriera e interferire con la sua vita privata.

10 commenti:

  1. Anche io sono rimasta delusa dagli svedesi, non coinvolgono, non approfondiscono, danno informazioni che ti segni convinto che ritorneranno e invece niente, e si scandalizzano per poco. Non avrò il coraggio di comprarne un altro..

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  2. Questo libro lo sconsiglierei sicuramente, altri tipo Uomini che odiano le donne li ho apprezzati molto. Sicuramente la prossima volta che comprerò un libro svedese approfondirò meglio, e sicuramente non lo comprerò se attinge esclusivamente alla loro cultura....

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  3. Mi piace il genere thriller.Poco,però,il filone nordico.Quindi,prendo buona nota.Per non comprarlo.Ciao :)

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  4. La trilogia di Millennium l'ho letta è mi è piaciuta così tanto che ho fatto forse di tutta l'erba svedese un fascio proprio per colpa sua!

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  5. @Blackswan. Questo proprio evitalo secondo me, dato soprattutto il tuo non amore per il filone nordico.

    @Elle. Millenium veramente una bella storia, non vedo l'ora di vedere il film fatto da Fincher. Un'altra erba buona svedese è il libro: L'ipnotista di Lars Kepler, di cui però non ho gradito L'esecutore.

    A entrambi (non sono se hanno già letto qualche libro di questo autore) consiglio "l'erba" tedesca di Sebastian Fitzek;) su tutti Il ladro di anime; ed Il gioco degli occhi.
    Ciao alla prossima

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  6. E adesso...tanti auguri di buon 2012!!! :)
    PS : prendo nota del suggerimento.Grazie :)

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  7. Grazie per la dritta tedesca!! ho messo entrambi in lista in lingua originale: non conosco autori tedeschi e ogni volta compro alla cieca, però non saprei dire se non mi convincono perché non sono convincenti o se perché io non conosco abbastanza la lingua per lasciarmi convincere. Se tu mi confermi i contenuti, ai problemi di lingua provvederò io ;)
    Buon 2012 fra interessi e passioni,
    Elle.

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  8. Ok ho letto la tua recensione de Il ladro di anime: se ci sono gli indovinelli sarà un bell'esercizio di lingua ;)

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  9. @Blackswan @Elle. Intanto tanti auguri di buon 2012 ad entrambi.

    A me Il ladro di anime è un thriller che è piaciuto un sacco. Ricco di indovinelli, c'è anche un sito dedicato al ladro di anime, in cui ce ne sono alcuni. Si tratta di un thriller psicologico.
    Per quanto riguarda la lingua, buona fortuna:) non conosco una parola di tedesco....

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  10. Grazie per esserti unito alla Casa dello Spirito, buon 2012 anche a te, fra romanzi film e quel che preferisci,
    Elle, lo Spirito della lettura.
    :)

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