12 agosto 2011

Dylan Dog


Voto 3. L’attore Brandon Routh sembra non portare tanto fortuna ai personaggi che interpreta. Dopo aver messo in crisi l’identità di Superman, in un pessimo Superman Returns; ha cercato di rifarsi con uno dei personaggi più amati dei fumetti: Dylan Dog. Il risultato? Film anche questa volta molto deludente.
Di certo la colpa non sarà soltanto la sua, ma soprattutto di registi e sceneggiatori che lo ingaggiano.
Ma sfortuna vuole che tutto ciò che Brandon tocca non diventa certo oro, anzi....., nonostante poi si tratti di personaggi conosciuti e amati da molta gente, quindi di grande richiamo per il pubblico.


Molte le cose che lasciano perplessi, del film Dylan Dog. Fondamentale, innanzitutto, era la rappresentazione del personaggio, chiaramente identificato nei fumetti.
Riguardo i capelli direi ci siamo, per il resto forse no. Il vero Dylan innanzitutto appare più snello e non certo con il fisico grande e statuario di Routh.
L’immagine che mi ero fatto di Dylan Dog era quello di un uomo sulla quarantina. Routh sembra abbastanza più giovane.
Assolutamente negativa poi l’introduzione del classico vestito di Dylan Dog: camicia rossa, giacca nera e jeans.
Nel film Dylan indossa dapprima abiti alla moda, ma appena comincia ad occuparsi di nuovo dell’occulto (abbandonato il suo lavoro di investigatore privato) sfoggia gli abiti del fumetto sopra elencati. Ovvero quei vestiti vengono fatti apparire come la divisa di un Ghostbuster, o di un Batman, o di Superman. Per me l’idea degli sceneggiatori è assolutamente errata, Dylan doveva essere vestito così dal principio.

Così come dal principio si doveva occupare dell’occulto, tralasciando quella scusa banale e strappa-lacrime della perdita di una persona cara, associata al cambio lavoro.
Le basi iniziali del film Dylan Dog, non sono quindi le migliori.
Vestito male e con una storia che inizia peggio, non poteva certo migliorare in seguito il film.
Trama banale, neanche degna della storia peggiore del fumetto; sceneggiatura e costumi davvero imbarazzanti.

Occupandomi degli ultimi, posso dire che sono rimasto davvero sconcertato. Uomini lupo, simili alla Bestia di La Bella e la Bestia. Faccia da maschera di carnevale, che di certo non incutevano terrore. Vampiri simili a quelli di Buffy, che rispetto parlando è un telefilm, e non un film da cinema.
Quale sarà il mostro più pauroso e terrificante? Ah la cosa dei fantastici quattro.
Da tralasciare poi gli zombi, personaggi simpatici e quasi gay all’interno del film.
Il panorama appena descritto non sembra avvicinarsi perciò ad un film horror che si rispetti, ma per lo più ad una sua parodia.

Alcuni tocchi di sceneggiatura poi sono veramente da brivido… Due- tre tizi lottano in una specie di discoteca, e gli altri come se niente fosse ballano subito dopo.
Un vampiro che odia il sole dove va a vivere? Certo in una tomba come Dracula…macchè in una casa superlusso con due grandissime finestre pronte a riempirsi di  luce appena scosti un attimo la tenda, senza la necessità di alzare neanche la tapparella.

Dylan Dog è un film che si lascia ricordare quindi, solo per i suoi incredibili difetti. Tutta la storia è confusionaria e regge poco. Dylan è in pensione, anzi fa l’investigatore matrimoniale. Una ragazza lo interpella per la morte di suo padre ad opera di una strana creatura. Dylan inizialmente rifiuta, ma dopo che questa creatura ammazza il suo amico Marcus (l’unico personaggio forse riuscito del film, tra l’altro non esistente nel fumetto, ma sostituto di Glaucho, non acquisito per problemi di diritti economici) s’immischia nella faccenda.

ORIGINALITA': **
RITMO: **
REALISMO: 
NOIA: ***
SPETTACOLARITA': *
UMORISMO: *
STORIA: *
PERSONAGGI: *


USCITA CINEMA: 16/03/2011
REGIA: Kevin Munroe
SCENEGGIATURA: Thomas Dean Donnelly, Joshua Oppenheimer
ATTORI: Brandon Routh

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