3 luglio 2011

Io ti troverò

Voto 8,5. "Uno dei più acuti romanzi mai scritti sul lato oscuro dell'American Dream. Lo raccomando senza riserva" Stephen King.
"Era un mostro ma anche un genio, un artista, il nemico più esaltante contro il quale ci si fosse mai battuti. Uno dei più grandi noir mai scritti" Carlo Lucarelli.
Consigliato vivamente da due grandi cultori e scrittori del genere thriller-horror, non mi resterebbe altro che sottoscrivere le loro dichiarazioni (impresse nella copertina del libro), per recensire Io ti troverò, romanzo del 1979 (ma affatto vecchio) di Shane Stevens. La vita dell'autore è già di per sè un giallo. Sparito nel nulla si presume morto nel 2007.

Il suo più grande successo letterario sicuramente resta questo Io ti troverò, che mette le basi ad un modo di fare thriller, in cui prevale il protagonista negativo. Da Thomas Bishop, sicuramente prenderanno spunto molti personaggi dell'inferno, come ad esempio Hannibal Lecter.
Io ti troverò è scritto da Stevens come una cronaca dettagliata di avvenimenti passati. Una sorta di romanzo giornalistico, che molto spesso trascura le azioni, dando maggiore spazio alle parole e ai dettagli del racconto.
Il libro è scritto al passato, come qualcosa che è già accaduto. Il racconto sembra molto realistico, la sensazione è quella di ritrovarsi di fronte ad un criminale esistito realmente.
In effetti, lo spunto dalla realtà, c'è. Per gran parte del romanzo, Stevens ci racconta della storia di Caryl Chessman, che negli anni Settanta fu al centro dell'attenzione negli Stati Uniti. La sua colpa fu quella di essere il cosiddetto: bandito della luce rossa. Bandito che tra le sue colpe annoverava stupri, sequestri di persona, rapine. Chessman fu al centro del dibattito per la pena di morte, il suo processo subii molti rinvii, ma infine fu giustiziato nel 1960.

Prendendo spunto da questo personaggio realmente esistito, Stevens dà vita e fa "concepire" a Chessman: Thomas Bishop. La vita di quest'ultimo e della sua famiglia ci viene raccontata dal principio. Figlio di Sara Bishop, donna maltrattata e violentata, e di Harry Owens, Thomas non passò un'infanzia felice.
Mentre Chessman era in attività, Sara fu violentata, subito dopo sposò Harry. Di Thomas non si conoscerà mai il vero padre. Crescendo il piccolo si convincerà che la sua natura è più vicina a quella di Caryl che non a quella di Harry.
Questa convinzione sarà data dalla sua infanzia difficile: padre Harry morto in una rapina, mamma Sara ormai colma di odio nei confronti degli uomini, picchierà e frusterà a sangue il piccolo Thomas.
Crescendo Thomas brucerà viva sua madre e verrà rinchiuso in un'istituto psichiatrico.
Da qui comincerà la sua storia criminale. Nel corso dei suoi anni di vita, Thomas Bishop assumerà diverse sembianze e diversi nomi, tra cui Chess Man, Bat Man, Vincent Mungo, e nomi di cittadini comuni. Assassino abile, furbo, calcolatore, televisivo, piacerà molto alla stampa, che dedicherà molto spazio alla sua carneficina di donne. I demoni contro i quali combatterà saranno appunto donne.

Il thriller è molto simile ad una caccia alla volpe. Molti sono interessati ad intrappolare Chess Man, il cui ego crescerà all'aumentare del numero di vittime. In pochi saranno abili a pensare come lui, a prevedere le sue azioni ed i suoi ragionamenti.
Personaggio di rilievo sarà il giornalista Adam Kenton, a cui è dedicato il secondo capitolo del libro. Da vero segugio sarà il cane più volpe.
La vicenda di Bishop, ha per sfondo numerosi altri argomenti, tra cui la politica, la pena di morte, i rapporti tra giornalismo e polizia.
Stevens investe molto in tutte le storie e in tutti i numerosi personaggi, che descrive molto bene psicologicamente, raccontando accuratamente le loro storie.
L'unica pecca può essere quella di dimenticarsi di tutti questi personaggi nella conclusione del libro. Nulla più ci viene detto di loro nell'epilogo. La conclusione in effetti, è abbastanza scarna e rapida; anche se la storia viene conclusa in modo giusto, adeguato e realistico.

TRAMA: A dieci anni, Thomas Bishop viene internato in una clinica psichiatrica dopo aver ucciso la madre, che lo tirannizzava da sempre. “Al di là del male” si apre così, in quel lungo, atroce istante in cui il piccolo osserva il corpo della donna consumarsi tra le fiamme. Quindici anni dopo, l’uomo evade dall’istituto e dà inizio a una fuga sanguinaria sul cui cammino sono ancora le donne a cadere. Un omicidio, poi due, poi saranno decine; Bishop tortura e uccide spostandosi da Las Vegas a Chicago, a New York. Un personaggio infero ma straordinariamente umano, del quale Shane Stevens è cronista implacabile e, a suo modo, sodale, raccontandone nel dettaglio l’infanzia e gli anni di reclusione, le piccole ingenuità quotidiane e la ferocia omicida. Ne emerge un indimenticabile ritratto della follia, di quel concatenarsi di storie, incontri o mancati incontri che conducono un uomo a cedere alla violenza, all’orrore, alla distruzione dell’altro e di sé. E accanto a questa ombra inafferrabile che ferisce a morte le grandi metropoli del continente, scorre l’America degli anni Settanta, restituita attraverso una galleria di personaggi che gravitano nell’universo del crimine: poliziotti, medici, giudici, politici e giornalisti, in breve un’intera società che si stringe intorno al primo serial killer della storia contemporanea. Stephen King e James Ellroy trovarono in questo scrittore, scomparso da decenni nel nulla, l’ispirazione per comporre le loro opere leggendarie. Difficile credere che le punte di diamante del genere abbiano avuto a loro volta dei maestri. Eppure “Al di là del male”, pubblicato per la prima volta nel 1979, non è che questo: la gemma da cui hanno preso linfa i più grandi scrittori di thriller di tutti i tempi.

5 commenti:

  1. Pare proprio una lettura che non posso perdermi.
    Lo recupererò al più presto!

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  2. libro strepitoso!
    stevens entra appieno nella mente malata di bishop. molto belli e interessanti anche tutti gli altri personaggi che ruotano, per un motivo o per un altro intorno alla vicenda... tutti con il loro tornaconto!

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  3. @MrFord. Si credo devi proprio procurartelo, una bella lettura. Sembra di trovarsi di fronte a qualcosa che è realmente successo!!

    @Frank Manila. Libro davvero completo, molti i personaggi descritti, alcuni rimangono molto sullo sfondo e forse allungano un pò il romanzo, tipo il padre della ragazza uccisa presumibilmente da Bishop. Ma ciò non incide sulle 800 pagine che si leggono abbastanza velocemente.

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  4. titolo molto interessante, lo metto in wishlist! ciao, buon weekend ;-)

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  5. un thriller molto bello, però sono circa 800 pagine:)

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