3 febbraio 2011

The Skeleton Key

Voto 8. Se non ci credi non può funzionare! Questo è il motto di The Skeleton Key, film del 2005 di Iain Softley con Kate Hudson. Questo è il motto di qualsiasi film del genere thriller-horror che si rispetti. Se infatti, ci si approcia a questo genere, autoconvincendosi che i fantasmi, gli alieni, i mostri e i serial killer non esistono, non apprezzeremo mai il film e tutti i film del genere thriller-horror. 
In The Skeleton Key dovremo credere ai riti hodoo simile ma diversi da quelli vodoo, così come dovrà fare la protagonista del film, per apprezzare la bellezza e la potenza del film e soprattutto il finale della storia.
Caroline, la protagonista del film, è una giovane ragazza americana che dopo sfortunate vicende familiari decide di dedicarsi al sociale, assistendo anziani in difficoltà. Caroline potrebbe essere paragonata ad una normale ragazza americana che sta guardando il film The Skeleton Key.
Infatti in comune con la spettatrice e quindi con noi che guardiamo il film, non crede ai riti hodoo, così come non ci crediamo noi. Il suo approccio è appunto identico al nostro, son cose che non esistono, tutta fantasia, non è reale, non può mai succedere.
A credere a questi "stupidi" riti non possono essere altro che gli africani. L'hodoo consiste soltanto in riti effettuati in passato dagli afro-americani e differisce dal voodo anche perchè quest'ultimo è divenuto oggi una vera e propria religione in Benin e ad Haiti.
Uno dei cardini del hodoo consiste nella credenza della possibilità di reincarnarsi in un altro corpo, rottamare la loro "vecchia macchina" con una "nuova".
Il film The Skeleton Key affronta appunto questa tematica, finora poco trattata nel cinema horror e thriller, che maggiormente preferisce mostri o serial killer. 
Le atmosfere del film son molto belle, soprattutto anche in chiave fotografica. Ogni volta che entriamo nei luoghi dove si applica o si è applicato un rito hodoo, le atmosfere sono cupe e buie; mentre fuori da questi luoghe e queste case il cielo ci appare più limpido e sereno.
La storia è molto bella e lineare, non ci sono le solite esagerazioni sanguigne e omicide dei film horror; ma il film è terso da una sobrietà e da un'aria cupa che fa più paura di mille mani mozzate o gole strangolate.
Per questi motivi appena elencati, il film inizialmente ha ritmi abbastanza blandi e lenti, accellerando invece nel finale, dove il film diventa frenetico e vivace. L'epilogo della storia sarà sconvolgente e per molti dei protagonisti del film nulla sarà come prima.
Morale della storia: Meglio non crederci!!!
I pochi elementi negativi del film sono alcuni stereotipi dei film horror che vengono riproposti:  protagonista impicciona che farebbe meglio a non interessarsi di certe questioni; pioggia nel momento di maggiore difficoltà, automobili che servono a ben poco quando dovrebbero servire; per il resto è un film consigliatissimo.

Trama
Caroline ha venticinque anni e, dopo aver assistito alla morte di suo padre senza tentare di fare qualcosa per lui, ha lasciato il suo lavoro di manager di gruppi rock e si è totalmente fatta assorbire da un altro tipo di impiego che consiste nel prendersi cura di persone disagiate che hanno subito danni o maltrattamenti, e di malati terminali. Caroline si trasferisce in Louisiana dove deve occuparsi di Ben che, dopo un misterioso incidente, è rimasto semiparalizzato e non riesce più a parlare. La casa dove Ben vive con sua moglie Violet ha una strana atmosfera e Caroline ha la sensazione che tra le mura domestiche si nasconda qualche segreto. Infatti quando un giorno, con una chiave che le ha dato Violet, apre la porta di una stanza segreta nascosta da una libreria in fondo alla soffitta e vi trova dei resti di sangue, capelli e altri accessori necessari per i riti voodoo. Violet si mostra sorpresa della scoperta, ma Caroline è sicura che il trauma di Ben sia nato in quella stanza, dove si nasconde un terribile segreto... (Fonte Coming Soon)

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