24 gennaio 2011

Qualunquemente

Voto 5,5. Designato come l’antieroe di CheccoZalone, a sua volta antieroe di Natale in Sudafrica, Qualunquemente regge difficilmente il confronto con il film del comico pugliese. Nonostante l’abbia superato negli incassi di questo week-end: 5.395.840 Qualunquemente, 4.332.063 Che Bella Giornata, il confronto comico difficilmente regge per i nostri gusti. Anche perché la vera sfida dovrebbe essere fatta con gli incassi dei primi tre giorni dall’uscita del film di Zalone, che son stati: 11.823.120. Dopo quasi tre settimane dall’uscita al cinema di Che Bella Giornata, è ovvio che gli incassi diminuiscano, nonostante il film stia arrivando a 40 milioni di euro, dopo aver superato anche la Vita è Bella.
La contrapposizione nasce spontanea, così come lo era stata tra CheccoZalone e De Sica & Company, nonostante Antonio Albanese non si senta in confronto con Zalone, rivelando di non conoscerlo bene come comico e di non aver visto neanche il film.
A detta nostra e di molti altri, il film di Albanese nonostante sia simpatico e strappi sorrisi non fa comunque ridere. Diversamente la pensa il protagonista Albanese che su Qualunquemente dice: «Lo trovo comicissimo, la cosa più comica che abbia mai fatto».
Per chi quindi ha ancora la bocca buona e piene di risate da Zalone, non si aspetti di trovare la stessa atmosfera in Qualunquemente, che più che come film comico si può classificare come commedia comica.
La storia sicuramente è molto più forte di quella di Checco, più completa. In particolare la cosa che più colpisce è l’immedesimazione dell’attore Albanese nel personaggio di Cetto LaQualunque. Vero è ,che la parte di questo intraprendente politico è interpretata da Albanese già dal 2003, ma è altrettanto vero che dopo cinque secondi dalla messa in onda, si perde completamente ogni confine tra attore e personaggio. Esiste davanti a noi solo Cetto, con i suoi tic (Casso, Casso) e le sue movenze, perfino la sua parrucca  sembra reale, facendo sembrare reale anche una cosa così grossolanamente artificiale.
Carattere strafottente, prepotente e anche un po’ razzista Cetto LaQualunque, che dir se ne voglia rappresenta il politico moderno medio. Amante delle belle donne e senza un vero programma politico, Cetto rappresenta il politico delle facili promesse e dalle mille campagne pubblicitarie. Politico delle parole più che dei fatti.

In un’era in cui è molto difficile credere ai politici nostrani, è ancora più impervio credere alle promesse quasi sovrannaturali di LaQualunque che abolirà ogni tipo di tassa: dalla luce al gas, dall’assicurazione al bollo dell’auto, aggiungendo nella costa calabrese anche i pesce spada alle altre specie.
Per Marina di Sopra (città di fantasia del film) si prospettano tempi fiorenti e idilliaci, con Pilu importato a volontà.
Una note infine va all’interpretazione di Sergio Rubini, milanese di Bari, che dà un grande aiuto ad Albanese ed al regista Giulio Manfredonia, nella caratterizzazione del personaggio del guru di LaQualunque, che poco servirà nel vincere le elezioni ma tanto darà alla simpatia finale del film.

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