6 gennaio 2011

Il Profeta

Dura la vita per chi è stato appena arrestato e deve scontare sei anni di carcere. Aggiungiamoci il fatto, che si ha un fisico mingherlino (non come quello di Frank Leone di Sorvegliato Speciale per intenderci) e si è pure stranieri, e crediamo che quegli anni non passerranno tanto facilmente.
Così non è invece per Malik El Djebena. Certo, l'inizio in prigione non è dei migliori, ma di norma non lo è per nessuno. Le cose cominciano a cambiare quando Malik comincia a plasmarsi con l'ambiente che lo circonda. Capisce che se vuole vivere e non solo sopravvivere, deve comportarsi di conseguenza agli altri. Infatti, dopo alcune reticenze e resistenze, accetta il compito obbligatogli dal boss del carcere di uccidere un suo "fratello" magrebino. Quest'ultimo lo accompagnerà da morto per tutto il film e fungerà da "coscenza".
Realizzata la missione Malik diventerà prima servo del boss corso, per poi fargli le scarpe e diventare leader della prigione.
Il film abbatte infatti, tutti gli sterotipi e le tradizioni che vogliono che chi sia stato o sia in carcere non possa continuare a vivere e costruire la propria vita. Ne Il Profeta accade appunto il contrario. Malik all'interno del carcere, grazie alla sua intelligenza e destrezza riesce a costruirsi la vita per il futuro, riuscendo a realizzare traffici illegali forti e mettendo le basi per un suo impero futuro. Appena entrato non aveva invece niente. Solo stracci poche lire, poco stile. Addirittura è all'interno del carcere che conosce anche la cultura, imparando a leggere. é sempre all'interno del carcere che costruisce le sue "amicizie", prima non aveva nessuno. Un film che potremmo dire ironicamente, inneggia ad andare un pò in carcere per migliorare.
Il film è scenario anche del dualismo dei prigionieri delle carceri francesi, divisi fra corsi nazionalisti e stranieri musulmani che popolano la nazione.
Il film che ha fatto collezioni di nomination (Oscar, Donatello, Golden Globes, Nastri d'Argento) è girato da Jacques Audiard che ha studiato per quattro anni i comportamenti degli individui all'interno delle carceri.
Attore principale: il bravo Tahar Rahim, giudicato dai critici come uno dei migliori attori francesi e premiato con due César: il primo come miglior attore e il secondo come miglior speranza maschile.
Trama. Il 19 enne Malik entra in un carcere francese, condannato a 6 anni. Entra come un'analfabeta arabo senza soldi e stracci, esile e fragile, ne esce "profondamente" modificato nello stile e nel carattere.
Voto 6.  Film interessante, pesano un pò troppo le due ore e mezza.

2 commenti:

  1. solo un misero 6 per questo filmone, stesso voto di pepe nella partita col parma?
    sei stato un po' stretto :D

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  2. Si si lo ammetto!! Però non mi ha convinto al 100%. Forse se avesse partecipato Pepe al film avrebbero preso entrambi di più :-D

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