13 gennaio 2011

Hereafter

Tutti, almeno una volta, nella vita, ci siamo posti la domanda: Cosa succede quando si muore?
Questa domanda se l'è posta anche il regista Clint Eastwood, che ha voluto condividere con noi, sotto-forma, di film la risposta.
Per fornire il suo punto di vista, Eastwood si avvale di tre protagonisti principali, che in modo diverso hanno avuto nel corso della loro vita, esperienze a contatto con la morte.
Uno: George (Matt Damon) gli basta toccare le mani di un'altra persona per mettersi in contatto con i suoi defunti; un'altra Marie (Cecile De France) è una sopravvissuta allo Tsunami; infine il piccolo Marcus (George McLaren) vuole parlare per l'ultima volta con suo fratello gemello, morto investito da un furgoncino.
La presenza della morte e del suo tema in particolare, è sempre presente e costante all'interno del film, ma viene vista e vissuta positivamente.
La morte peserà come un macigno sulle vite dei tre protagonisti che dovranno per forza affrontarla per poter ricominciare a vivere.
Marie perde tutto quello che aveva perchè una volta sopravvissuta allo Tsunami, vivrà in modo diverso la sua vita. Preferirà scrivere un romanzo sull'aldila Hereafter, piuttosto che un romanzo di buon mercato e scandalistico su un politico francese.
Marcus per poter crescere definitivamente dovrà parlare per l'ultima volta con suo fratello gemello, un idolo e un modello da copiare per lui. Riuscirà a parlare grazie a George, che terrà la sua ultima seduta proprio con Marcus, per poter finalmente cominciare ad avere più coraggio nella vita, abbandonando una volta per sempre il suo vecchio lavoro.
Le tre storie vengono trattate da Clint Eastwood in modo univoco, convergendo in un'unica direzione nel finale, con scenario Londra.
Il film nel complesso risulta molto drammatico, triste, un film che potrebbe far commuovere. Inizia subito in modo rapido con scene d'azione dello Tsunami in modo da attrarre subito l'attenzione dello spettatore, ma per il resto del film si ha un ritmo blando sempre sullo stesso tono.
Delle tre storie la più riuscita è sicuramente quella del piccolo Marcus. Nella storia del sensitivo George,(Damon) da apprezzare la scelta del regista, (tra l'altro obbligata per non scatenare polemiche), di inserire molti "maghi" ciarlatani (cosa che accade nella realtà) ed un solo vero sensitivo che non lo fa per lucro, anzi.
Voto 6. Bel tema ma tanta tristezza e lentezza.

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