26 dicembre 2010

Nessuno verrà

Ha trascinato la ragazza in uno scantinato, l’ha legata e l’ha lasciata al buio, senza né acqua né cibo. Ora deve soltanto aspettare che muoia. Nessuno verrà a salvarla, perché nessuno sa che è scomparsa. Chi mai si preoccuperebbe per un’amica che non vede da qualche giorno, ma che risponde regolarmente agli SMS e alle e-mail? Chi potrebbe mai credere che quei messaggi rassicuranti sono invece le provocazioni di uno spietato assassino?
Dopo il primo romanzo 50/50 killer, Steve Mosby ritorna con il nuovo thriller Nessuno verrà.
Un thriller definito dal Daily Mail “un romanzo che non vi farà chiudere occhio” e dal Times “Un thriller coinvolgente e originale, inquietante e commovente, ma anche incredibilmente realistico”.
Il nuovo thriller di Mosby si presenta come un thriller malinconico, in cui tutti i protagonisti che ci vengono presentati portano con loro una certa sofferenza legata a problemi del passato.
Protagonisti principali sono il detective Sam Currie, che ha visto morire suo figlio di droga; e il giornalista Dave Lewis che invece ha perso suo fratello in giovane età. Altri protagonisti più o meno principali del libro sono Mary Carrol e suo padre Frank.
In tutto il thriller si avverte un alone di malinconia e tristezza, non ci sono momenti simpatici e di distensione. In generale ci troviamo di fronte però, un bel thriller che si legge senza difficoltà e intoppi, anche se perde qualche punto in confronto a 50/50 killer.
Il thriller fa da riflesso anche ad un cambiamento sociale sostanziale: il cambiamento dei metodi di comunicazione. La gente ormai rimane in contatto sempre più attraverso Facebook,e-mail e sms. Basta un  “Ehilà. Scusa il silenzio. Tutto bene, molto da fare. Spero anke tu. Vediamoci presto!” per rassicurare il proprio amico o amica di turno. In un intervista su thriller magazine, l'autore Mosby dichiara di non aver nulla contro le e-mail, gli sms o i social network ma pensa che i nostri mondi sociali, per quanto risultino più estesi di prima, ci portino ad essere sempre più isolati. Sono le stesse informazioni e gli stessi messaggi a venire da noi, non abbiamo più bisogno di andarli a cercare e di fare il benché minimo sforzo. Possiamo continuare a rimanere in contatto con una persona anche senza vederci di persona come facevamo un tempo. E' la classica lama a doppio taglio. Ma non è colpa della tecnologia in sé, bensì dell'uso che ne fanno le persone, che può essere giusto o sbagliato.
Scoprire l’assassino non è facilissimo, e le tracce sembrerebbero portare altrove; anche se alcuni indizi rivisti poi fanno capire che il killer ce l’avevamo proprio sotto gli occhi.
Bella l’idea del tipo di giornalismo fatto da  Dave Lewis. Si tratta di un giornalista che va a caccia di falsi santoni e maghi che illudono la povera gente che ha perso qualcuno, per poi sbugiardarli sulla sua rivista Lo Scettico Anonimo.
Voto generale 6,5

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